author: R0bin @ 15:42
date: mercoledì, 10 ottobre 2007
category: super squark



Il quarto capitolo del nostro viaggio tra le perigliose maglie della rete virtuale si soffermerà ad analizzare una categoria molto pericolosa del bestiario internettiano: i flamer!
I flamer son coloro che generano le cosiddette "flame wars", ovvero quei mega-rissoni digitali fatti di vaffanculo, post kilometrici e innumerevoli quote tra due o più utenti che talvolta si scatenano su blog e forum, ma anche chat (e in cui, almeno una volta nella nostra vita da cyber-surfer, ci siamo divertiti a menar qualche fendente, ammettiamolo).
A dirla tutta, queste flame wars possono essere generate da diverse categorie di utenti. Dagli utenti normali, che si sa che a volte ci si sveglia con la luna storta, dai troll (dopotutto son li per quello), dai fake (epperfforza, quando un tizio millanta di essere quel che non è sicuramente qualcuno che glielo ricorda in malo moda lo trova) e anche dagli spammoni (soprattutto in quei posti dove lo spam è severamente vietato o mal tollerato. Allora vedi frotte di utenti armati di forconi e torce inquisire senza pietà lo spammone di turno, anche per far bella figura con i webmaster).
Ma, ovviamente, il professionista del flame è appunto il flamer. Si, perchè costui sa passare inosservato, sa mischiarsi all'utenza comune. Di primo acchito sembra una persona normale. E' questo che ti frega. Lui arriva quatto, quatto in uno spazio virtuale, ne prende educatamente possesso e poi comincia a sparare nel mucchio. I suoi interventi non sono necessariamente volgari o totalmente campati per aria, caratteristiche che contraddistinguono i post di un troll, bensì sono congeniati con raffinata maestria. Mica cazzi, raga, il flamer è un professionista!
Lui la butta lì. Voi la leggete e più la leggete più vi convincete che quella è una cazzata, ma vi rendete anche conto che si tratta di una cazzata così ben pensata da essere dannatamente condivisibile, sotto certi aspetti. Capiamoci, l'intervento del flamer non è mai costruttivo, o comunque non lo è mai nel caso specifico, nel contesto in cui viene esposto, è qualcosa di meramente provocatorio, però lo leggerete ancora e ancora e a quel punto sarete preda del suo malefico incantesimo: vi sentirete in obbligo di rispondergli. E a quel punto, si, già al primo quote, siete spacciati. Avete superato il punto di non ritorno e finirete con lo snocciolare tanti di quei santi che manco credevate di poterne conoscere tanti, che siete atei da una vita.
Per cui gente, ocio ai flamer. Perchè dalle fiamme della battaglia raramente si riesce a tornare indietro senza scottarsi.


Nella foto: flame on!


PS: si ringrazia Graffias per il bannerino!
comments: commenti (26)(popup) | commenti (26)
author: ZipDiPunto @ 17:54
date: mercoledì, 19 settembre 2007
category: cultura, tecnologia, internet, curiosità, super squark

SPECIALE - SUPER SQUARK

Ci sono le invenzioni grandi e le grandi invenzioni, roba semplice, che quando ci pensi dici "Bhe sta cosa potevo farla pure io" e sta proprio in quello la grandezza dell'invenzione, perchè potevano farlo tutti ma lo ha fatto uno.

Compie 25 anni lo smiley, si insomma sto simbolo qua :-) e voi internauti drogati di chat, maillisti affamati di forum, blogger malati di community ditemi che non lo avete mai usato? Secondo me è un invenzione comunicativa geniale, altrimenti pensate a quanto avreste speso in sms per spiegare hai vostri amici che stavate scherzando quando li salutavate dandogli dei rincitrulliti!!!

E l'inventore di cotanta invenzione ha il nome di Scott E. Fahlman,  professorone che venticinque anni fa mandava questo messaggio ad una bacheca informatica: "Propongo i seguenti caratteri per indicare le burle:

:-)

Leggeteli ribaltati su un lato".

Queste sono le idee che hanno cambiato il mondo :-)

comments: commenti (12)(popup) | commenti (12)
author: R0bin @ 11:42
date: giovedì, 06 settembre 2007
category: super squark

Finite le vacanze, il nostro documentario preferito arriva alla sua puntata numero 3. Onde evitare le rimostranze del MOIGE, sconsiglio la lettura delle righe che seguono ai minori. Per cui, cari bambini, filate a letto e tappatevi le orecchie. Mica vorrete crescere come dei deprati, spero...
Il trombaduro, l'esemplare che analizzeremo quest'oggi, trova il suo habitat naturale nelle chat. Il suo scopo è sostanzialmente quello di scovare innocenti fanciulle e convincerle a rendersi ridicole con lui in estenuanti sessioni di sesso virtuale. Per questa ragione, il trombaduro-pro, si dirige soprattutto nelle chat dei siti per incontri, o verso quelle di web cam, altrimenti ripiega in qualche sitarello adolescenziale dov'è certo di trovare un sacco di persone nel pieno dell'età della "stupidera". Che lui, per inciso, non ha mai abbandonato, anche se ha 36 anni e una considerevole pancetta da birra. Tuttavia, il trombaduro trova le necessarie condizioni di vita in qualsiasi chat, a patto che vi sia la possibilità di contattare in privato le persone. Quelli spudoratissimi, invece, se ne fottono allegramente e contattano chiunque in qualsiasi chat e mentre voi sarete li, in compagnia di un commerciante di stoffe nepalese, a discutere riguardo il ruolo della preghiera nel magistero di Paolo VI, il trombaduro e la sua gentil donzella si prodigheranno in tutte le maialate possibili immaginabili (e anche quelle impossibili, perchè il trombaduro ignora sia le leggi della fisica, sia i principi più basilari dell'anatomia umana).
Va detto che i trombaduro sono tutti maschi e tutti superdotati. Il problema è che, essendo tutti maschi e superdotati, alla fine delle loro mirabolanti imprese sessuali virtuali, si ritrovano tutti con un devastante bruciore di culo virtuale.
Ebbene si, la loro è un'esistenza difficile. Certo, avere rapporti sessuali virtuali ha i suoi vantaggi, dopotutto. Primo, non le devi pagare da bere. Secondo, non hai l'incombenza del profilattico. Terzo, non rischi di prendere malattie. Quarto, dura quanto vuoi e resti sempre soddisfatto. Quinto, non importa se hai la casa libera. Però... però il trombaduro deve difendersi con tutte le sue forze dal peggiore dei suoi nemici: il troll!
Già, perchè la maggior parte delle persone che accettano di sollazzarsi col trombaduro, se non sono altri trombaduro in crisi d'astinenza che, pur di trombare, accettano di fingersi donne vogliose col fisico da top model o quasi, nel 99% dei casi è inevitabilmente un troll. Non ci credete? Provate a chiederlo a quelli di ozio.net.
Ah, quasi dimenticavo: per ovvie ragioni, il trombaduro scrive alla tastiera con una mano sola.
Attente donne, le chat non sono un luogo sicuro!


Nella foto: Ciao! Anni? Da dove dgt? Misure? Fidanzata? Hai msn? Hai cam? Ti va di trombare?
comments: commenti (18)(popup) | commenti (18)
author: R0bin @ 10:14
date: venerdì, 20 luglio 2007
category: super squark

Il documentario di oggi si occuperà di indagare gli habitat e i comportamenti di un curioso animaletto, per lo più innocuo ma innegabilmente fastidioso: lo spammer o spammatore.
Codesti personaggi si aggirano tra i marosi del web per sponsorizzare. Tutto. S'infiltrano soprattutto nelle caselle di posta elettronica, sa solo il cielo come, per riempirla di mail inutilissime, che a volte contengono anche simpatici virus, ma questa è una variante particolare dello spammer, che sfoga su poveri sconosciuti malcapitati la sua frustrazione repressa. Per lo più, come detto sopra, questo animaletto internauta, non è veramente nocivo. Si limita a rompere i coglioni. E' grazie allo spammer che quotidianamente dovete svuotarvi la posta da mail del tipo "Enlarge your penis" o "Miss of all the world nudes here". Un tempo andavano forti anche le sponsorizzazioni del viagra e ultimamente stanno cercando di gabbarmi dicendo che un mio vecchio/a compagno/a di classe mi ha spedito una cartolina virtuale. Insomma, si vede che sono a corto di idee. Dopotutto non sono che la logica evoluzione dei tizi che vengono a riempirti la cassetta della posta con i depliant dei supermercati, o gli inviti alle scuole di lingue, computer, cucina, ecc... con cui abbiamo sempre avuto a che fare. Un sospiro, si scuote un po' la testa e via, strap, lo spam lo si fa a pezzettini.
Ma la posta elettronica non è solo che un veicolo dello spam. Il vero spammer sa allungare le proprie appiccicose ditina ovunque sul web. Non ultimi, come suoi campi operativi, sono i forum e, ahinoi, i blog.
Nei forum lo spammer lo riconosci al volo. E' un utente appena iscritto, che non si premura di abbellire il suo profilo con avatar o firme accattivanti. No, lo spammer non ha tempo per perdersi in queste quisquille. Al massimo in firma ci mette qualcuno dei link che intende sponsorizzare. La prima cosa che fa uno spammer arrivato su un forum di solito è osservare qual'è la sezione più frequentata. Magari controlla anche se esiste un'apposita sezione dedicata allo spam, ove espletare i propri impellenti bisogni pubblicitari, ma generalmente il vero hardcore spammer se ne sbatte altamente le balle e dopo aver identificato la sezione di maggior affluenza apre un nuovo topic, dal titolo abbastanza sibillino ed il gioco è fatto. I moderatori arriveranno di certo a chiudere e cancellare i link, ma qualche utente curioso è già stato accalappiato. L'operazione si svolge su più forum al giorno e a rotazione può anche essere che lo spammer torni sui luoghi dei suoi innumerevoli delitti.
Meno metodico è invece lo spammer da blog, che si limita a piazzare i suoi link tra i commenti del post del giorno. Semmai è interessante notare come alcuni spammer da blog abbiano imparato a circuire le prede prima di piazzar loro tra capo e collo il link. Non sono rari commenti tipo "Molto bello il tuo blog. Vieni a visitare il mio http://splinder.sonounospammonedimerda.com. Così si sponsorizza di tutto, blog erotici, concorsi, petizioni, o anche semplicemente blog di cui nessuno sentiva la mancanza.
In ogni caso, quel che distingue il vero spammer, è l'incrollabile perseveranza. Non riuscirete mai a persuaderlo dai suoi loschi scopi. Per cui, forza e coraggio, un bel sospiro, scrollate un po' la testolina e cancellate. Che è? Preferite per caso il troll?


Nella foto: io spaaaammooooo... non me ne frega un cazzo e spaaaammooooo!
comments: commenti (13)(popup) | commenti (13)
author: R0bin @ 11:14
date: venerdì, 29 giugno 2007
category: super squark

Ed eccoci giunti al secondo dei documentari dedicati alla fauna della rete.
A "grande richiesta", oggi ci addentreremo nello studio dell'habitat e delle caratteristiche psicosomatiche del "fake".
Cos'è un fake? Semplice, trattasi di un utente che, pur nell'anonimato connaturato ad internet, cerca di far credere di essere ciò che non è?
Avete ricevuto consigli di ingegneria genetica da un sedicente luminare che nella realtà fa il netturbino in quel di Comacchio? Un esperto chirurgo vi ha spiegato come aumentare le dimensioni del vostro pene artigianalmente sulla chat di MTV e voi gli avete creduto ritrovandovi ora eunuchi? Vi scambiate messaggi a luci rosse con un'avvenente ex-pornostar su qualche sito birichino e avete scoperto che, i realtà, a rispondere, è un camionista di nome Ivo che arrotonda la paga mensile prestandosi a questi meschini tranelli? Complimenti, avete fatto conoscenza col fake.
Questo mellifluo personaggio, ovviamente, spopola sui forum e sui blog e spesso, facendo leva sulla credulità delle persone (dopotutto chi può dire con certezza chi si trovi dall'altro lato dello schermo?), riesce a diventare un vero e proprio idolo.
Ricordo un caso interessante, sul circuito dei blog, roba di circa un annetto e mezzo fa. Ero alle prime armi con splinder e non ricordo se qua o su un'altra piattaforma, una disinibita "ragazza" prometteva di denudarsi in premio ai contatti ricevuti. Insomma, ogni mille, o duemila, o cinquemila, o quel che era visite questa diceva di togliersi un capo d'abbigliamento. Ovviamente fu un successone. Miriadi di pugnettari che si facevano venire i calli a continuare a fare il refresh della pagina e questa si spogliava per davvero.
Poi, se non ricordo male, successe che la ragazza delle foto, quella vera, o almeno, l'agenzia o l'avvocato della stessa, attirati dalla grande popolarità raggiunta dal blog, decisero di far causa per uso improprio di materiale coperto evidentemente da copyright. Ora ripeto, non ricordo benissimo se andò così, di certo fu che la mente dietro alla messinscena, il fake appunto, fu smascherato e costretto a chiudere il blog. Ma son certo che in molti siano ancora li a fare il refresh della pagina, non si sa mai.
Ma il fake più bello a cui mai ho avuto la fortuna di assistere fu certamente un altro. Spero che tutti voi ne abbiate sentito parlare e abbiate avuto modo di "conoscerlo". Costui era conosciuto coi nick Ligabue e TheMacho. Diceva di essere un ragazzo chiamato Simone, amante del rap e grande fan di Ligabue, da cui prendeva uno dei suoi nick (notare la finezza del ragionamento, eh...). L'idolo (perchè tale era e tale ancora è) imperversava su diversi forum, a me lo segnalarono su quello di girlpower, se non vado errato, ma in poco tempo si spanse su diverse community, fino a crearne una tutta sua.
Egli era il re dei fake. Dispensava perle di saggezza, aveva la white e la black list dove confinava rispettivamente gli amici e quelli che gli stavano sulle palle, allietava la vita dei forum con aneddoti riguardanti la sua vita privata. Come dimenticarsi la storia della sciolta, quando, durante una cenetta romantica, una vigliacca diarrea lo colse e piuttosto che andare al bagno disse che preferì cagarsi addosso?
E poi Simone era anche un grande rapper, le sue rime erano struggenti, come quando scrisse "I'm crying for the poca democrazia" dopo aver ricevuto un ban o un avvertimento.
Nel giro di due mesi è assurto a divinità telematica.
Insomma, tutti sapevano che Simone-Ligabue-TheMacho fosse un fake fin dal primo momento, ma la sua grande capacità di restare coerente col personaggio che s'era creato e studiato fin nei minimi dettagli ha inoculato nell'animo di tutti gli utenti che hanno avuto a che fare con lui quantomeno il dubbio che si trattasse di una persona reale e molti, anzi, moltissimi, hanno finito davvero col credere di trovarsi innanzi ad uno degli essere più mitologici di questo prosaico mondo.
Alla fine il fake si rivelò. Un simpatico e bravissimo ragazzo, con la complicità del cugino mi pare, in un giorno di noia aveva orchestrato il tutto. E' stato così capace che la gente non riusciva a mandarlo affanculo, no, gli dava pacche sulle spalle e si complimentava, mentre alcuni addirittura non volevano accettare l'evidenza. Per loro TheMacho esisteva davvero. Ed ancor oggi il suo mito vive, basta che fate una ricerca su google.


Nella foto: esempio di fake.
comments: commenti (22)(popup) | commenti (22)
author: R0bin @ 18:06
date: martedì, 19 giugno 2007
category: super squark

Comincia oggi una nuova rubrica offerta da Blogstation, un'avvincente serie di documentari che si avventureranno nella folta fauna che popola i binari virtuali della rete.
Queste sono le intenzioni, non so poi se la cosa avrà seguito, dipende dalla voglia, dall'ispirazione e dall'interesse. Potrei pure fermarmi qua, oppure proseguire. Si accettano anche suggerimenti, se vorreste veder analizzata una qualche tipologia di utente non avete che dire.
 Dal '99 navigo in queste tribolate acque elettroniche e ne ho viste di tutti i colori, ma sicuramente gli esseri con cui ho avuto ahimé a che fare in più occasioni sono i troll. Cosa sono i troll?
Ebbene, col termine troll si indicano utenti, anzi, meglio, utonti, il cui unico scopo nella vita è di rompere i maroni al loro prossimo virtuale. Si iscrivono ad un fottio di forum, newsletter, si insinuano nelle chat, commentano i blog e sempre e solo con lo scopo di creare casini e litigi, detti anche "flame".
Al troll non importa aver palesemente torto o essere assolutamente fuori luogo, anzi, meglio! Più ciò che scrivono risulta offensivo e beota e più loro godono. Perchè sanno che prima o poi qualcuno cadrà nella trappola di rispondere a cotanta idiozia. Ed in quel momento è il loro tripudio. Perchè chiunque avrà l'ardire di interagire con loro non farà altro che fornirgli dell'altro materiale su cui "trollare".
L'unica arma a disposizione degli utenti seri è l'indifferenza, ma nelle comunità solitamente non tutti sono abbastanza smaliziati per saperlo, non tutti hanno sufficiente fiuto e in ogni caso froteggiare un troll comporta avere un self-control mica da ridere, perché un troll d.o.c. sa cavarti fuori gli insulti di bocca che manco uno sturalavandini ci riesce altrettanto efficacemente.
Stando alle mie ricerche, il primo troll della storia, o meglio, il primo utente ad essere catalogato in tal modo, risale al lontano 1990. Da allora, i troll sono proliferati per tutto il web. Io credevo fossero un fenomeno collegato ai forum e all'atmosfera vagamente polemica che, a mio avviso, è ad essi connaturata, invece a quanto pare non sono estranei neppure al mondo del blog. Lo confermano recenti brutte esperienze subite da blogghers amici/amiche, dai numerosi blog in moderazione che ho incontrato e non ultimo da qualche visita e commento anche qua in stazione. Casi sporadici, almeno da noi, per fortuna. Il "migliore" è sicuramente tal Borghezio, che spesso ho visto imperversare sulle pagine di Alicesue.
Francamente non capisco cosa possa spingere una persona a frequentare dei siti, dei forum o dei blog solo per crear zizzania o farsele dire dietro. Forse è masochismo represso, non so. Magari è solo noia. Ma allora perchè non andarsi a vedere un bel sito porno, anziché rompere gli zebedei agli uomini di buona volontà? Mah!
L'unico consiglio che posso darvi è di ignorare-ignorare-ignorare. Il troll si ciba d'attenzione, senza gli strali degli insulti il suo potere si esaurisce in fretta. Tenete saldi i nervi e la vittoria sarà vostra.


Nella foto: do not feed the troll!
comments: commenti (13)(popup) | commenti (13)