
Il quarto capitolo del nostro viaggio tra le perigliose maglie della rete virtuale si soffermerà ad analizzare una categoria molto pericolosa del bestiario internettiano: i flamer!
I flamer son coloro che generano le cosiddette "flame wars", ovvero quei mega-rissoni digitali fatti di vaffanculo, post kilometrici e innumerevoli quote tra due o più utenti che talvolta si scatenano su blog e forum, ma anche chat (e in cui, almeno una volta nella nostra vita da cyber-surfer, ci siamo divertiti a menar qualche fendente, ammettiamolo).
A dirla tutta, queste flame wars possono essere generate da diverse categorie di utenti. Dagli utenti normali, che si sa che a volte ci si sveglia con la luna storta, dai troll (dopotutto son li per quello), dai fake (epperfforza, quando un tizio millanta di essere quel che non è sicuramente qualcuno che glielo ricorda in malo moda lo trova) e anche dagli spammoni (soprattutto in quei posti dove lo spam è severamente vietato o mal tollerato. Allora vedi frotte di utenti armati di forconi e torce inquisire senza pietà lo spammone di turno, anche per far bella figura con i webmaster).
Ma, ovviamente, il professionista del flame è appunto il flamer. Si, perchè costui sa passare inosservato, sa mischiarsi all'utenza comune. Di primo acchito sembra una persona normale. E' questo che ti frega. Lui arriva quatto, quatto in uno spazio virtuale, ne prende educatamente possesso e poi comincia a sparare nel mucchio. I suoi interventi non sono necessariamente volgari o totalmente campati per aria, caratteristiche che contraddistinguono i post di un troll, bensì sono congeniati con raffinata maestria. Mica cazzi, raga, il flamer è un professionista!
Lui la butta lì. Voi la leggete e più la leggete più vi convincete che quella è una cazzata, ma vi rendete anche conto che si tratta di una cazzata così ben pensata da essere dannatamente condivisibile, sotto certi aspetti. Capiamoci, l'intervento del flamer non è mai costruttivo, o comunque non lo è mai nel caso specifico, nel contesto in cui viene esposto, è qualcosa di meramente provocatorio, però lo leggerete ancora e ancora e a quel punto sarete preda del suo malefico incantesimo: vi sentirete in obbligo di rispondergli. E a quel punto, si, già al primo quote, siete spacciati. Avete superato il punto di non ritorno e finirete con lo snocciolare tanti di quei santi che manco credevate di poterne conoscere tanti, che siete atei da una vita.
Per cui gente, ocio ai flamer. Perchè dalle fiamme della battaglia raramente si riesce a tornare indietro senza scottarsi.

Nella foto: flame on!
PS: si ringrazia Graffias per il bannerino!
























