author: R0bin @ 09:40
date: giovedì, 24 aprile 2008
category: lost in blogstation

Dunque, prima di cominciare, volevo rivolgere a tutti le mie scuse per la lunga latitanza dalle mie e dalle vostre pagine. Purtroppo l'università è stata tiranna in questi mesi e ha assorbito quasi la totalità del tempo a mia disposizione e a me non piace lasciare commenti giusto per far vedere che sono passato. Comunque, non preoccupatevi, il semestre volge al termine e tra pochissimo mi ritroverete puntuale a spammare sui vostri blog.

Fatta questa premessa, introduco l'argomento del giorno. Uno speciale del Lost In Blogstation che più speciale non si può.
Adeguandoci al volere del popolo (che si possa infilare tre dita dove non batte il sole), che ha decretato la vittoria della Lega nelle ultime elezioni politiche, oggi analizzeremo l'espressione più leghista (dopo negher, terùn e sgrunt-uga-uga) e nordica che esista: pota!
Caratteristico quanto la tosca maremma maiala, la sicula minchia, o la veneta mona, pota è la forse più tipica espressione del dialetto bergamasco e bresciano (ed è usata abbondantemente anche nel cremasco). Forse questo già lo sapevate, ma scommetto che molti di voi ne ignorano il significato recondito e l'origine.
Pota, infatti, nasce dalla contrazione del termine fiorentino (come direbbe Wikipedia, citazione necessaria: dovrebbe essere fiorentino, ma su questo non ci metterei la mano sul fuoco. Attendo eventuali lumi) "potta", che indicava l'organo sessuale femminile, mentre ora, l'interiezione, è sostanzialmente utilizzata per esprimere rassegnazione nei confronti delle circostanze (es: pota, a me ta mal diset! trad: pota, a me lo dici!).
Tuttavia, nel seguente componimento di Rustico di Filippo, possiamo trovare un esemplare uso del termine originario. Enjoy it!


Quando ser Pepo vede alcuna potta,
egli annitrisce sì come destriere,
e non sta queto: innanzi salta e trotta,
e canzisce, che par pure un somiere.

E come baiardo ad ella si raggrotta,
e ponvi il ceffo molto volentiere:
ed ancor de la lingua già non dotta,
e spesse volte mordele il cimiere.

Chi vedesse ser Pepo incavallare
ed annitrir, quando sua donna vede
che si morde le labbra e vuol razzare,

quelli, che dipo par, non si ricrede:
quando v'ha 'l ceffo, sì la fa sciacquare,
sì le stringe la groppa, ch'ella pede.



Nella foto: Pota!!!
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author: R0bin @ 09:51
date: venerdì, 30 novembre 2007
category: lost in blogstation



Mancava dal 22 agosto, ma oggi la nostra rubrica intellettualistica torna con una vera chicca.
Conoscete tutti il termine "tabloid", vero?

Tabloid: / ingl. s. m. inv. (pl. ingl. tabloids) Giornale di formato corrispondente a circa la metà dei quotidiani normali, che pubblica un notiziario condensato e molto materiale fotografico.

E fin qui, penso, ci siamo.
Ma sapete da dove deriva il termine tabloid?
Da un prodotto farmaceutico.
Nell'800, in seguito ai progressi della chimica, furono infatti inventate le pastiglie, in inglese tablet. Prima il dottore ti prescriveva la ricetta e il farmacista si occupava di comporre un qualche intruglio fatto con gli ingredienti prescritti. Con l'avvento delle pastiglie, questo principi attivi delle sostanze medicamentose vengono compressi in un solo confetto. Da qui l'associazione con questo nuovo (all'epoca) tipo di giornale che appunto comprimeva in poco spazio molte notizie e che presero il nome dal marchio di questo prodotto farmaceutico.
All'inizio il riferimento era solo alla modalità con cui erano date le notizie all'interno del giornale, poi si rafforzò quando il formato stesso di questi quotidiani fu ridotto. Essi, infatti, si leggevano per lo più in treno, dove il formato classico risultava scomodo perchè troppo ingombrante. Da qui la "compressione" in un foglio più piccolo.
Bella storia, eh?


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author: ZipDiPunto @ 14:44
date: mercoledì, 22 agosto 2007
category: lost in blogstation

Torna con uno speciale la rubrica più secchiona della stazione, oggi parliamo di Tasse...

O meglio impariamo la differenza tra TASSE, IMPOSTE e CONTRIBUTI.

TASSA: Prestazione pecuniaria dovuta allo Stato o ad altro ente pubblico per l'esplicazione di un'attività dell'ente che concerne in modo particolare l'obbligato: tasse scolastiche, postali
La definizione vi fa capire che il pagamento della tassa presuppone un attività della quale godiamo, e non è legata alla capacità contributiva, ma al servizio reso.

IMPOSTA: Parte di ricchezza che ciascuno deve allo Stato, il cui gettito è destinato a soddisfare esigenze della collettività.
Con le imposte invece il servizio è collettivo, quindi non è detto che noi ne godiamo in maniera diretta, in questo caso si tiene conto anche della capacità contributiva.

CONTRIBUTO: Somma dovuta a un ente pubblico da chi si avvantaggia di un'attività di pubblica utilità dallo stesso ente compiuta: contributo per il recupero artistico | Contributo previdenziale, nel rapporto di assicurazione sociale, somma addebitata al datore di lavoro e dovuta all'istituto assicuratore. Nel contributo, come dice la parola stessa, si contribuisce ad un bene collettivo.

Spero di essere stato chiaro, altrimenti come dico sempre al lavoro "per maggiori ragguagli non esitate a contattarci".


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author: R0bin @ 15:31
date: lunedì, 28 maggio 2007
category: lost in blogstation



Minchia bbabbo, è troppo intellettuale 'sta rubbbrica.
Il termine di oggi è:

Sacripante: s.m. Uomo grande e grosso che incute timore (dal nome di un personaggio dei romanzi cavallereschi).


Ricordo a tutti che potete consultare gli altri termini cliccando sul banner nella colonna di destra.
Alla prossima.
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author: R0bin @ 11:11
date: mercoledì, 16 maggio 2007
category: lost in blogstation



Eh, si, negli ultimi tempi l'abbiamo un po' trascurato, ma di certo non ce ne siamo dimenticati.
L'angolo più intellettualistico del web è tornato con:

Gromma: s.f. 1. Incrostazione prodotta dal vino nelle botti. 2. (est.) Incorstazione che si forma per il lungo uso nel caminetto delle pipe | Incrostazioni nelle tubazioni dell'acqua.



Mi raccomando! Difendete alacremente le vostre pipe dalla malvagia gromma!
Arrivederci al prossimo appuntamento col vocabolario.
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author: R0bin @ 19:14
date: lunedì, 02 aprile 2007
category: lost in blogstation




Dopo una lunga assenza tornano i termini intellettualistici della Blogstation.
Oggi vi prop(i)oniamo:


Eziologia o Etiologia: s.f. (gr. altia, causa e logos, discorso). Studio delle cause determinanti fenomeni; in partic., in medicina, ricerca e studio delle cause delle malattie.



Vi ricordiamo che per consultare gli altri termini basta cliccare sul bannerino qui a destra. Alla prossima.
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author: R0bin @ 19:09
date: martedì, 20 febbraio 2007
category: lost in blogstation




Decimo appuntamento con la rubrica che rivoluzionerà il vocabolario dei nostri visitatori.
Oggi vi proponiamo:


Incunàbolo o incunàbulo: s.m. (dal lat. incunabula, fasce, con allusione all'appena nata arte tipografica). Libro stampato prima del 1500. (Talora si usa anche il termine di paleotipo, di edizione quattrocentina o anticipite.). Si denominano i. tabellari o xilografici quelli ricavati dall'impressione di una tavola di legno incisa; i. tipografici, quelli impressi con caratteri mobili. Lo studio degli i. consente di seguire i progressi dell'arte tipografica; si scopre così che i libri anteriori al 1470 non hanno numerazione di fogli né titoli correnti, né frontespizi.


Ricordo che per consultare gli altri termini basta cliccare sul banner nella colonna qua a destra.
Alla prossima.
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author: R0bin @ 11:24
date: giovedì, 08 febbraio 2007
category: lost in blogstation




Il termine analizzato per il nono appuntamento col nostro angolo intellettualistico è:


Malleveria: s.f. Impegno assunto a garanzia del comportamento altrui. (Nel linguaggio giuridico il termine è sin. di cauzione)

da cui

Mallevadore: s.m. [f. -trice]. Garante; fideiussore; persona che garantisce l'adempimento di un'obbligazione assunta da altri: Essere m. per Tizio || Per estens. Chi è garante di qualcosa.


Si ricorda che per consultare gli altri vocaboli è sufficiente cliccare sul bannerino nella colonna di destra. Alla prossima.
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author: R0bin @ 13:26
date: venerdì, 19 gennaio 2007
category: lost in blogstation




Vi mancava, eh? L'angolo intellettualistico ritorna con:

Picaro: /sp. 'pikaro/ s. m. (pl. sp. piicaros /'pikaros/; pl. it. picari) 1 Popolano sfrontato, astuto e furfante, che figura in opere letterarie spagnole. 2 (fig.) Vagabondo, mascalzone.


Ricordo a tutti che per consultare gli altri vocaboli basta cliccare sul bannerino nella colonna qui a destra. Alla prossima.
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author: ZipDiPunto @ 15:42
date: mercoledì, 06 dicembre 2006
category: cultura, economia, lost in blogstation

Eccoci all'angolo intelletualistico, oggi voglio disquisire su due parole che usiamo normalemente come sinonimi, mentre gli addetti ai lavori come me usano in maniera differente, e le parole sono :

SALARIO E STIPENDIO, ecco tutti sanno che hanno a che fare con la retribuzione, ma cosa li differenzia?

SALARIO: s. m. Retribuzione del lavoratore dipendente, spec. degli operai | Salario nominale, considerato in termini monetari | Salario reale, valutato in termini di potere d'acquisto della moneta.

ETIMOLOGIA: dal lat. salarium ‘razione di sale, indennità’, da salarius ‘relativo al sale’ (sal, salis).

Va sottolineato il fatto che il salario è riferito agli operai ed è calcolato su base oraria.

STIPENDIO: s. m. 1 Retribuzione del lavoro subordinato degli impiegati. 2 Anticamente, paga, soldo per servizio militare | Retribuzione corrisposta ai mercenari | (raro, lett.) Essere, stare allo –s, agli stipendi di qlcu., al servizio di qlcu.

ETIMOLOGIA: dal lat. stipendium, da stipem pendere ‘pagare (pendere) una piccola somma (stips, stipis)’.

Lo stipendio è quindi la retribuzione degli impiegati, tale retribuzione è mensile e di norma viene calcolata convenzionalmente sulla base di 26gg.

Problemi o quesiti sulla vostra busta paga? Volete assumere un lavoratore dipendente e non sapete come fare?  Non esitate a contattarmi!!!

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