date:
category: cultura, riflessioni, libri, cinema, cazzate, satira, attualità , societÃ

SCUSA MA TI CHIAMO AMORE (clicca per il trailer)
Il post di oggi sarà noioso. Noioso e probabilmente prolisso. Anzi, sicuramente prolisso.
Molto prolisso.
Quindi, per stavolta, siete scusati. Guardate il video saltando a pié pari quel che scrivo, magari commentando con un bel "Hahahahaha!", oppure lasciando un assolutamente fuori luogo "Geniale!", o magari il classico "Pienamente d'accordo con te" senza neppure sapere che ho detto. Davvero, oggi non fa nulla, va bene così.
Sto diventando permalosetto, dite?
Vabbé, a ciascuno il suo. Ora bando alle ciance e passiamo al dunque.
Il video che avete ammirato qua sopra è creazione (quella, sì, geniale) dell'utente di YouTube Vanesso100, al cui link potete trovare gli altri (tutti esilarantissimi) video.
Come potete notare dai commenti ricevuti, la sua parodia ha scatenato i Moccia-boys (e girls, soprattutto... io che vi facevo più mature di noi maschietti, tsk!), inviperiti/e per cotanto scempio perpetrato ai danni dell'ultima fatica del loro (furbo) autore preferito (se penso che il mio è Palahniuk, mi viene da piangere), già assurta nei loro cuori a capolavoro assoluto, affiancabile solo e soltanto, come riportato nel video di Vanesso, da "3msc" e "hvdt" (il primo suppongo sia l'onnipresente "Tre metri sopra il cielo", ignoro a cosa si riferisca il secondo acronimo, invece, senza negare d'essere molto felice di questa mia ignoranza che, spero, resti tale).
Ora - e questo probabilmente vi stupirà - io non ho nulla contro Moccia in sé, contro "Scusa ma ti chiamo amore" in sé, oppure contro chi va a guardarsi certe cose (in sé). Certo, io mai potrei farlo senza poi strapparmi gli occhi dalle orbite per scioglierli nell'acido (e non da ora, perchè io certe cose non le leggevo/guardavo manco quando ero un ragazzetto), vero, però, come dicevano gli antichi egizi, de gustibus non disputandum est.
In fondo, trovo anche normale che queste cose possano piacere. Perchè no, dopotutto? Sono opere di facile fruizione, scommetto gradevolissime agli amanti del genere. Son storie sciocchine? Pazienza, mica le devi leggere per elevarti moralmente, culturalmente o spiritualmente. Un film/libro/cartone animato di Moccia te lo guardi perchè ti vuoi divertire senza star troppo lì a pensare. Mi può star bene.
Io mi sono letto "Il codice Da Vinci" e anche "Angeli e demoni". E, sì, li ho trovati entrambi dei bei libri e non ci vedo assolutamente nulla di male in questo, purché, ecco, non si perda mai di vista la dimensione di quei libri, caricandoli di significati e valenze che non hanno e - son sicuro - non vogliono avere. Sono libri da spiaggia. Da ombrellone. Da far fuori in una, massimo due serate. Letture disimpegnate. Considerati in un'ottica simile, ripeto, li trovo due buonissimi libri.
La cosa che veramente mi fa incazzare è la mancanza di curiosità.
Non è comprare il libro di Moccia, ma è non leggersi altro che Moccia. Non uscire mai dal seminato. Seminato che, per come la vedo io, tutti abbiamo un po' calpestato cominciando a muovere i nostri primi passi in un determinato mondo. Oggi ascolto gli Iron Maiden, ma all'inizio mi pompavo quel che passava la radio e ripensandoci mi vengono i brividi, lo so, ma so anche quanto sia normale questa parabola. Che, tra l'altro, non si fermerà agli Iron Maiden, ma proseguirà finché avrò vita e facoltà mentali a mia disposizione.
Se vogliamo, ma proprio se vogliamo, eh, Moccia svolge un'opera molto importante. Trascina la gente in libreria e al cinema e credo che chiunque riesca in una simile impresa almeno mezza pacca sulla spalla se la meriti, un pochino. Almeno una pacca sulla spalla col guanto, eddai. Il problema è che, poi, la gente non si guarda attorno. La gente non ha uno straccio di curiosità, cazzo. E' questo che mi deprime. Entrano nelle librerie col paraocchi e lo sguardo basso. Lo stesso nei cinema. Se una cosa piace, si fermano a quella, non hanno alcun interesse a scoprirne delle altre. Come capre in un recinto che si cibano sempre della stessa erba, ignorando il mondo di sapori che sta al di fuori. Ecco, cosa c'è di drammatico. Le persone stanno diventando (e per molti, mi sa, il processo è ormai irreversibile) in bestie grame da chiudere in una stalla e nutrire passandogli sempre la stessa biada col forcone.
Credo che la colpa, almeno qua in Italia, vada per un buon 70% agli autori, che non sanno o non vogliono parlare alla gente e chi lo fa, lo fa rivolgendosi al pubblico come ci si rivolgerebbe ad un bambino di quattro anni.
In ogni caso non voglio tirar fuori Gramsci o far polemica attorno lo snobismo degli intellettualoidi italioti. Ce ne sarebbero da dire, ma un ignorante come me mica si può permettere tutto, suvvia. Solo mi chiedo: è così faticoso essere curiosi? E' così difficile farsi affascinare dalla magia intrinseca della lettura o del cinema, che ti spinge a voler conoscere di più? E' mai possibile che la gente, anziché sfruttare certi prodotti come punto di partenza, li trasformi invece nella sua meta ultima e vi pianti indissolubili radici? E levate quel disco dei Finley, mentre vi parlo, cazzo!

Nella foto: figa, non ditemi che state ancora mangiando gli
omogeneizzati e non avete mai avuto voglia di papparvi una
vera bistecca, eh?!?



























