author: R0bin @ 13:50
date: venerdì, 13 giugno 2008
category: calcio

Giovedì 22 giugno 2006, alle ore 11:45, caricai il post "Pomeriggi magici?".
Si era nel bel mezzo dei Mondiali di Germania e l'Italia stava per affrontare la partita decisiva contro la Repubblica Ceca per il passaggio del primo turno a gironi. Invocai il cucchiaio di Totti, i fulmini di Toni e il violino di Gilardino. Questa volta la situazione è molto più tragica e sicuramente non vedremo né cucchiai romani, né violini, perchè Totti e Gilardino sono rimasti a casa. D'altra parte, nemmeno quella volta si videro.
Più che le mie invocazioni, poté la preveggenza di Edidav77 al commento n°18: "
Marco..... sei solo Marco Materazzi!!!! Per me il fabbro entra perchè Nesta si spacca....e per Nedved sono cazzi!!!!! Appena prova a simulare si becca un gancio alla mascella che gli fa cadere il caschetto......".
Beh, in quella partita Nesta si infortunò durante il primo tempo e fu sostituito da Marco Materazzi, che su calcio d'angolo battuto da Totti insaccò di testa il gol che di fatto valse il passaggio del turno (poi suggellato dal definitivo 2 a 0 di Inzaghi).
Oggi, alle 18 c'è la Romania. Se si perde facciamo le valige, se si pareggia siamo più fuori che dentro. Conta solo vincere, insomma. Perciò... Edidav, dove sei? Dì qualcosa!


Nella foto: l'altro giorno avete fatto piangere. Stavolta cercate di far piangere loro.
Anche con le cattive. Siamo di bocca buona, dopotutto! ROAAAR!!!
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author: R0bin @ 13:51
date: lunedì, 09 giugno 2008
category: politica, riflessioni, calcio, attualità, società

Per chi non lo sapesse, sono cominciati gli Europei di calcio in Austria & Svizzera.
Per chi non lo sapesse, io sono un malato di calcio.
Per chi non lo sapesse, quando hanno luogo manifestazioni tipo Europei o Mondiali, la mia malattia raggiunge il parossismo.
Questa edizione dell'Europeo, a mio modo di vedere (cosa notata anche da qualche cronista) sancisce il prepotente consolidarsi della globalizzazione anche nel calcio. O meglio, nel circuito delle nazionali, visto che il calcio di club ne è stato investito da almeno un decennio, ormai. Mai come stavolta abbiamo nazionali composte da giocatori che militano in campionati stranieri e - soprattutto - numerosi sono i giocatori "naturalizzati".
Per chi fosse a digiuno di queste cose, il giocatore naturalizzato è quello che nasce in altro Paese ma ottiene nuova cittadinanza.
Il caso più eclatante, nella competizione che si sta svolgendo, è quello del brasiliano Roger Guerreiro, classe '82, che milita tra le fila della Polonia. Guerreiro è stato naturalizzato ad aprile, mi sfugge la data precisa, comunque per il rotto della cuffia prima della scadenza del termine utile per iscriverlo nella rosa dei convocati per Euro 2008. Gioca in Polonia, nel Legia Varsavia dal 2006 e da quanto ho sentito non sa una parola nè di polacco, nè di inglese, parla solo portoghese.
Questo fenomeno delle naturalizzazioni tocca diverse nazionali ovviamente. Nella Germania vi sono alcuni polacchi, per esempio, su tutti Klose e Podolski, due uomini di punta della squadra (per dire, è come se i nostri Buffon e Cannavaro fossero svizzeri), Deco, centrocampista portoghese, è brasiliano, la Francia è composta per la maggioranza da atleti di origine straniera provenienti dalle ex-colonie (Zidane in primis).
Gli esempi sono tanti e questo fenomeno non esclude nemmeno l'Italia, che s'è giovata degli oriundi sia in passato (Sivori e gli angeli dalla faccia sporca), che in tempi più recenti, quando, all'indomani della delusione mondiale nel 2002, l'argentino Camoranesi si mise a disposizione della selezione azzurra con cui, due anni fa, vinse il mondiale. A Camoranesi, con tutta probabilità, si unirà nel prossimo futuro Mario Balotelli, giovane attaccante di origini ghanesi in forza all'Inter. Peccato che la sua pelle nera, in un Paese profondamente razzista qual è l'Italia, già susciti ironie e diffidenze. Fa niente se, a differenza dell'argentino Camoranesi, Mario sia nato a Palermo e sia vissuto per tutti i suoi 17 anni nel Belpaese.
Tutta sta sbrodolata per cosa?
Per dire che a me, francamente, frega poco dove uno è stato partorito. I confini sono segni di matita fatti dall'uomo sulla carta geografica, ma la Terra non ha confini. Ha specificità, certo, ma ritengo che una persona che vive in una collettività e mette le sue energie a disposizione di quella collettività abbia tutto il diritto di sentirsi parte di essa.
Tuttavia - e per questo mi son preso del nazifascista, anni fa, da un losco figuro durante una discussione internettiana - la facilità con cui avvengono certe naturalizzazioni a scopi meramente sportivi mi indispettisce. Siamo gelosi dell'italianità, facciamo i preziosi, creiamo un sacco di problemi a rilasciare un documento, ma quando si tratta di un tizio che tira calci ad un pallone, se ci può essere utile per andare a fare i caroselli in piazza, allora non ci formalizziamo troppo.
E ripeto, a me fregherebbe ben poco. Fregherebbe ben poco se non pensassi a questa miserevole contraddizione. Ho amici albanesi che son qua da circa una decina d'anni, fanno i carpentieri, i muratori, si danno da fare, ma non sono considerati italiani, nonostante col loro lavoro contribuiscano allo sviluppo della nostra nazione. Forse dovremmo consigliare agli immigrati di portarsi da casa un pallone, anziché la cazzuola.
Perchè se sai fare qualche bel palleggio vai in campo, a cantare (o ascoltare, perchè magari le parole non le conosci) l'inno con la mano sul cuore, se invece ti spacchi il culo, gomito a gomito con gli italiani, condividendo la tua vita con la loro ed essendo di fatto uno di loro, italiano non lo sei. E se qualcuno si azzarda a proporre di rendere più celeri i termini per ottenere la nazionalità, organizzano le raccolte di firme per dargli contro.


Nella foto: ah, certo, poi c'è anche chi lo è ma ogni giorno ribadisce
che non lo vuol essere. Ma per loro mica ci si scandalizza troppo, al
massimo li mandiamo a Roma.


AGGIORNAMENTO:


Ed invece, che so, toglierla a quei cosi che c'erano in campo stasera, la nazionalità, eh, cazzo...
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author: R0bin @ 17:10
date: domenica, 27 aprile 2008
category: calcio


Ha tanti amici, è grande la bontààà...
... ma col nemico non ha pieeee-TigerMask!!!
ROARRR!!!
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author: R0bin @ 11:31
date: domenica, 09 marzo 2008
category: sport, eventi, calcio, feste



"Nascerà qui, al ristorante "L'Orologio", ritrovo di artisti e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma:il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale,perchè noi siamo fratelli del mondo."

100 anni di Serie A


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author: R0bin @ 13:19
date: domenica, 02 dicembre 2007
category: sport, eventi, calcio








Insomma, sti francesi non riusciamo proprio a levarceli dalle palle...
Comunque, dopo questa ennesima riprova, sono assolutamente convinto che i sorteggi siano, se non truccati, quantomeno pilotati.



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author: R0bin @ 20:50
date: domenica, 11 novembre 2007
category: politica, riflessioni, calcio, sfoghi, attualità, società

In un Paese normale non può esistere che le manifestazioni sportive siano determinate nel loro svolgimento dalla peggior marmaglia della società.
A distanza di qualche mese dalla morte del commissario Raciti a Catania, ecco che siamo di nuovo di fronte a scene di guerriglia degne di una repubblica delle banane qualsiasi.
Da una parte abbiamo gruppi di facinorosi che da tempo non aspettavano che un pretesto e finalmente l'hanno trovato. Dall'altro ci sono le forze dell'ordine che, permettetemi di dirlo senza passar per filo-brigatista, non sono all'altezza di svolgere la loro funzione.
Le notizie sono ancora incerte, anche se il fatto ha avuto luogo questa mattina presto ed ora son quasi passate dodici ore. In sostanza, Gabriele Sandri, un tifoso laziale in trasferta verso Milano con gli amici, è stato ucciso da un colpo di pistola in un autogrill presso Arezzo. La ricostruzione dei fatti ufficiale, o almeno quella che è stata data per il momento, parla di una rissa tra tifosi laziali e juventini incrociatisi nel suddetto autogrill e che il giovane sia stato ucciso da un proiettile che l'ha colpito accidentalmente mentre un poliziotto tentava di disperdere i facinorosi sparando due colpi in aria.
Ora, l'entità stessa della rissa è da chiarire, ammesso che veramente poi di rissa si trattasse. In ogni caso, rissa o non rissa, a me devono spiegare com'è che si possa sparare "accidentalmente" un colpo ad altezza d'uomo.
L'idea di fondo è che qui si sia commesso un pasticcio a cui le autorità hanno cercato di rimediare alla bellemeglio. A rafforzare questa tesi sono anche le notizie del tutto fuorvianti e contrastanti circolate sia all'avvio del tam-tam mediatico, sia nel corso dell'intero pomeriggio. Inizialmente infatti la vittima era stata descritta come il solito ultras con precedenti penali ecc... poi s'è scoperto che non era vero niente e che si trattava di un semplice ragazzo come tanti altri. La stessa dinamica dell'incidente non convince, perchè la vittima è stata colpita all'interno della vettura di cui era passeggero, è quindi impossibile che fosse in qualche modo implicato nell'eventuale rissa di cui hanno parlato.
Francamente stiamo sfiorando l'inverosimile.
Non so neppure come continuare il post e per questo la finisco qui. La finisco perchè non riesco ad approciarmi alla questione lucidamente. Mi vergogno di vivere in questo Stato che ormai è parodia di sé stesso. E sono stufo, perchè alla fine della fiera ti resta la sgradevole sensazione che poi nessuno si vuole davvero occupare del problema. Insomma, ti accorgi che al Viminale son bravi a far la voce grossa per le cazzate e chiudono un'intera per due striscioni (perchè evidentemente coi biglietti nominali e millemila telecamere nello stadio ancora non riescono ad identificare due coglioni che reggono uno striscione), ma poi sono assolutamente impreparati a gestire le emergenze gravi e serie (non che certe espressioni retrograde di inciviltà non lo siano, badate bene...).
Proseguite voi che io mi fermo un attimo, va... 

 
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author: R0bin @ 13:54
date: martedì, 21 agosto 2007
category: riflessioni, calcio

I primi di settembre avrà luogo al Meazza un importante incontro per le qualificazioni all'Europeo del 2008 tra Italia e Francia.
Nelle ultime settimane il clima s'è surriscaldato per via delle dichiarazioni del c.t. francese Domenech riguardo presunti illeciti perpetuati dalla federazione italiana in passato, in occasione di incontri tra le due selezioni Under 21 (vinti dagli azzurri e in cui lui era allenatore dei transalpini).
A me, Domenech, sta ampiamente sulle palle.
Lo trovo un allenatore ridicolo, palesemente vittima e prigioniero del personaggio che s'è creato (un po' come Zeman...). Fa le formazioni con l'oroscopo e poi si lamenta se viene puntualmente sconfitto. Credo sia un perdente nato e di quelli della peggior specie: che non sanno affatto perdere.
Quel che però mi ha fatto storcere il naso è stata la reazione dei suoi colleghi italiani. Ovviamente non potevano restare indifferenti a dichiarazioni talmente gravi (tra l'altro nemmeno supportate da prove tangibili, tant'è che lo stesso Domenech ha fatto poi marcia indietro coprendosi di ridicolo), quel che proprio però non ho digerito sono state le argomentazioni con cui hanno supportato le loro risposte. A Tardelli, al tempo c.t. dell'Under 21 incriminata, passando per Ranieri, il coro è stato lo stesso: stai zitto, che non hai mai vinto nulla!
Ecco, io questa cosa di legare la libertà di parola di una persona alle vittorie da essa conseguite non l'ho mai sopportata. Qui in Italia abbiamo il vizio di pensare che se uno si lamenta di una cosa lo fa perchè è un perdente. Pertanto, se non vinci, quali che siano le tue rimostranze, esse sono destinate a rimanere il piagnisteo della volpe che non riesce ad arrivare all'uva. E alcune volte è così, per carità, non lo nego. Il problema è che ci si crea un'opinione a prescindere dai fatti, semplicemente guardando il palmares dei soggetti chiamati in causa.
Insomma, nonostante lo scossone subito dal calcio italiano la scorsa estate, siamo rimasti sulla solita posizione, ben esplicata da quel vecchio adagio: "Chi vince è un bel ragazzo, chi perde è una testa di cazzo".


Nella foto: anche se poi, a volte, scopriamo che i bei ragazzi passano troppo tempo al telefono.
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author: R0bin @ 11:50
date: lunedì, 09 luglio 2007
category: eventi, calcio, feste

Esattamente un anno fa la Nazionale di calcio si laureava campione del mondo in quel di Berlino.
Porto ancora con me quelle emozioni.
Non ricordo chi di voi già ci visitava all'epoca, ma fu davvero un mondiale da favola. Insomma, una storia da film americano possiamo dire. Praticamente è stato tutto perfetto. Una Nazionale che veniva dalle turbolenze di calciopoli, con uno dei suoi uomini di punta mezzo infortunato e poi la tragedia umana di Gianluca Pessotto. Mille difficoltà affrontate e superate con un che di eroico.
Insomma, la sfiga ci è stata compagna di viaggio, ma non ci ha guastato la festa.
Noi di Blogstation siamo inoltre orgogliosi di aver portato pure bene, altro che le Iene. Abbiamo compreso di avere poteri apotropaici quando ho cominciato a postare foto di Materazzi a manetta, per la gioia di Zip. In questo post, in cui prima il sottoscritto ne ha invocato lo spirito guerriero, un visitatore di allora, tale Edivad77 commentò "Per me il fabbro entra perchè Nesta si spacca...". Morale della favola? Ad inizio primo tempo, come il più oscuro dei presagi, Nesta si infortuna e viene sostituito da Matrix che dopo qualche minuto segna il gol dell'1 a 0. Tripudio!
A foto di Materazzi abbiamo accompagnato la squadra fino alla finale. Per inciso, io ero là. A Berlino. Per chi non lo sapesse o non se lo ricordasse, settore g.5, fila 15, posto 9. Un'esperienza devastante, che quando ci penso mi vengono i brividi. Non oso immaginare come sarei riuscito a trovar la forza di tornare a casa se l'epilogo fosse stato diverso.
E poteva esserlo.
L'inizio fu dei peggiori. Stadio francese, coi tedeschi che hanno spudoratamente sostenuto i bleus (lecchini, tanto per la cronaca, di un lecchinaggio stomachevole), dopo una manciata di minuti l'arbitro si inventa un rigore assurdo. Zidane dal dischetto realizza. E poi... e poi ecco che ricomincia la leggenda. Calcio d'angolo, svetta su tutti una testa con la maschera da tigre e... ROOOARRR!!!
L'esultanza più sguaiata e bella della mia vita (io che son un tipo piuttosto misurato solitamente): mi sono abbracciato con un romano seduto di fronte a me e siamo rotolati tre file più avanti. Alle spalle avevamo uno scatenatissimo gruppo di Napoli, che ha fatto sentire tutto il suo calore partenopeo e di fianco un bergamasco fumatissimo, che alla fine abbiamo ribatezzato "fratello di sangue".
Com'è andata a finire lo sappiamo tutti benissimo. A distanza di un anno non so quante volte mi sarò rivisto la registrazione della partita, o i mille filmati su youtube con le telecronache di Caressa e Bergomi (ed alcuni amatoriali fatti davvero benissimo!). Ed ogni volta mi viene la pelle d'oca. Insomma, son già trascorsi 365 giorni ma non mi è ancora passata. Tutte le volte che vedo i rigori mi batte il cuore, trattengo il fiato, ho quasi paura che qualcuno lo sbagli, o che Trezeguet non lo stampi sulla traversa, come se potesse cambiare la realtà di quel passato stupendo.
Non so voi dov'eravate o come l'avete vissuta, quel che so è che io c'ero e un pezzo di me è rimasto là, sulle tribune di quello stadio, carico d'adrenalina e gioia e commozione alla fine di tutto, a sventolare il tricolore cantando a squarciagola "Notti Magiche", liberando un urlo che m'è rimasto strozzato dentro da quel 1990, quel Mondiale casalingo sprecato, il primo Mondiale di cui ho ricordo e che coincise con la mia prima grande delusione sportiva.
Beh, penso che quel pezzo di me non tornerà mai dalle tribune dell'Olympiastadion


Nella foto: eeee negli ooooocchi tuoooiiii... voglia di viiiiincereeeee...
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author: R0bin @ 10:11
date: martedì, 05 giugno 2007
category: sport, calcio

Visto che sicuramente con questo post mi tirerò addosso diversi accidenti, voglio subito giocare con le carte scoperte.
A me Francesco Totti non sta simpatico.
Come giocatore non si discute, forse il più grande talento nel panorama del calcio italiano attuale e uno tra i migliori di sempre. Come persona, beh, oddio, come persona non è che lo possa giudicare, mica lo conosco. Diciamo che a pelle mi stanno più simpatici Gattuso e Del Piero (che detto da un interista poi...), ma non è di certo un giudizio di valore, né intende esserlo.
Ormai da un anno, più precisamente dalla fine del Mondiale tedesco, imperversa la bagarre del suo eventuale ritorno in Nazionale. Negli ultimi giorni, qualche campione del mondo s'è fatto pure sentire.
E in tutta onestà mi trova decisamente d'accordo.
Questa sua scelta di staccare dalla Nazionale non l'ho affatto capita. Certo, c'è di mezzo l'infortunio e una placca o un chiodo che ancora si porta nella gamba operata, però accidenti, io non sono un medico, ma se con sta placca quest'anno s'è fatto 49 presenze con la Roma segnando la bellezza di 32 gol, qualche presenza con la maglia azzurra forse la poteva pure fare, no?
Secondo me lui è in debito con la Nazionale. Dopo il brutto infortunio molti hanno visto la presenza di Totti al Mondiale come un sacrificio fatto dal giocatore per portare l'Italia alla vittoria (perchè, senza dubbio, se c'era in quel gruppo un giocatore che realmente poteva farti fare il salto di qualità, quello era Totti). Ma io ho sempre pensato: balle. In realtà quella convocazione è stata fatta molto sulla fiducia, non dico che sia stata un regalo, ma a mio modo di vedere se c'è qualcuno che deve ringraziare quello è Totti, non l'Italia.
In effetti poi s'è visto qual'è stato il peso specifico del giocatore nella vittoria finale. Se dovessimo togliere il rigore segnato contro l'Australia (che non è poco eh, intendiamoci...) l'apporto del giocatore non dico che sia stato nullo, ma di certo non all'altezza di quello che sa fare lui (Del Piero è stato lapidato in passato per prestazioni simili, con la sfortuna di non trovarsi le spalle coperte da una grande vittoria com'è stata quella dello scorso anno). Colpa dell'infortunio ovviamente, ma questo appunto va a rafforzare la tesi che il debito non è dell'Italia verso Totti, ma di Totti verso chi gli ha permesso di aggiungere al suo (povero) palmares il trofeo più ambito di tutti (anche dai romanisti, checché dica che un quarto di finale di Champions perso 7 a 0 col Manchester sia più importante).
Poi, per carità, la scelta di Totti può anche essere condivisibile, non è tanto questo che gli imputo. Semmai la cosa fastidiosa è tutto questo tira e molla che s'è creato, anche se forse la colpa non è solamente o soprattutto sua, ma di giornalisti e dirigenti della FIGC. Ogni volta che sbuca la Nazionale non si parla d'altro e secondo me questa è una grave mancanza di rispetto nei confronti di chi, invece, in Nazionale ci va regolarmente, anche quando non c'è di mezzo il grande palcoscenico.
Ora si sta creando una situazione curiosa, perchè tra un anno ci sarà l'Europeo (sempre se ci si arriva, considerando come stiamo giocando) e poi cosa accadrà? Qualcuno che si sarà fatto tutte le qualificazioni dovrà lasciare il posto a Totti redivivo quando sarà il momento di andare a giocarsi la coppa in Austria e Svizzera?


Nella foto: tutt'altra cosa.
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author: R0bin @ 10:19
date: mercoledì, 30 maggio 2007
category: sport, calcio, sfoghi

Solitamente arrivo alla fine della stagione calcistica discretamente nauseato e sazio dallo sport nazionale per eccellenza. Certo, se ci sono Mondiali o Europei mi riprendo al volo e non mi perdo mezza partita, ma gli anni dispari, quando non c'è nulla, riesco a tirare uno schifato sospiro di sollievo.
Ohhhh! Tre mesi senza preoccupazioni...
Tre mesi, insomma... tra calcio estivo, amichevoli di lusso, trofei bar Mario, qualificazioni di Ciempions e calciomercato avranno da frantumarci i gioielli di famiglia anche a ferragosto, ma l'assenza di partite "vere" riesce un po' quantomeno a distogliere l'attenzione da sto baraccone.
Di calcio se ne parla troppo, ormai è un'ossessione e ve lo dice uno patito per questo sport. Però il troppio stroppia, ormai penso che il tempo dedicato ai notiziari sportivi sia pari o quasi a quello dedicato ai tg "seri" (che poi non lo sono, perchè un tg serio riporterebbe le notizie, nei nostri girano più che altro baggianate, quando non sono addirittura la ragione di vita della redazione stessa), tralasciando quei milioni di trasmissioni del menga sulle reti private in cui giornalisti, opinionisti e tamarri attempati si scannano per un nonnulla, portando sul piccolo schermo quelle discussioni che di solito si fanno al baretto, così, per il gusto di fare un po' i pirla. Solo che, al baretto, a differenza di quelli lì, nessuno viene pagato per dirle.
Che poi mi chiedo: ma che accidenti di bisogno c'è di avere quaranta edizioni di Studio Sport al giorno che durano più di mezz'ora? Cioè, non è che dall'oggi al domani succede sempre qualcosa e a me di sapere le vicende quotidiane di Maldini o Zanetti non me ne frega niente. I risultati poi si vedono, perchè anche le loro spesso sono non-notizie rigirate e riciclate come riempimento milioni di volte.
Quest'anno inoltre il clima è stato esacerbato, come penso tutti di voi sanno, dalle conseguenze di Calciopoli. A parte che ascoltando le persone mi viene una tristezza immensa, perchè capisco che alla maggior parte dei "tifosi" quello che ha fatto incazzare non è stato scoprire che i campionati venivano maneggiati (o comunque si tentava di farlo), bensì è stato il fatto che i maneggioni siano stati scoperti. Cioè, alla gente interessa vincere, quando vince le sta pure bene di essere presa per il culo insomma. Poi a Milano il clima è rovente, tra un po' quelli di Inter e Milan cominceranno a farsi agguati reciproci, se si va avanti così. A me sembra di vedere dei bambini dell'asilo, un po' da entrambe le parti. Gattuso l'altro giorno se n'è uscito dicendo basta, che loro hanno sbagliato ma abbiamo cominciato noi e mi aspettavo di sentirlo finire con un bel "pap-pap-pero!".
E poi basta con gli scudetti di cartone, con le coppe vinte di culo, con questo e con quello. In Italia non siamo capaci di vincere. No, non siamo capaci di vincere e pensare solo alle nostre vittorie senza tirare in ballo gli altri. L'anno scorso, l'ultima volta che sono andato allo stadio a vedere l'Inter, mentre aspettavamo di entrare il coro più gettonato era "Juve-Juve vaffan...", un mio amico che tifa Fiorentina e qualche volta è andato allo stadio a vederla mi ha detto che il più del tempo lo si passa a perculare Milan, Juve e Roma, milanisti e juventini da un anno mi ricordano che questo scudetto è di cartone, anco prima di vincerlo e quindi mi chiedo cosa si dovesse fare, non giocare il campionato?
Sarà per questo che, a contrario di molti, mi appassiono maggiormente per la Nazionale. Forse li riusciamo tutti a gioire o soffrire per la nostra squadra senza pensare agli altri. Forse.


Nella foto: avanti di questo passo, non mi resterà che seguire il campionato di Subbuteo!

PS: Che poi io predico bene ma, purtroppo, a volte mi lascio traviare e comincio a razzolare malissimo...
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