author: ZipDiPunto @ 10:06
date: martedì, 24 giugno 2008
category: attualità

Così come i guai non vengono mai da soli, anche gli inconvenienti (le sviste, gli errori, le trascuratezze) nelle prove scritte dell’esame di maturità, arrivano alla spicciolata. Tant’è che ai ragazzi dell’Istituto tecnico industriale - indirizzo «informatica, progetto sperimentale Abacus» - che giovedì scorso si sono presentati per la seconda prova scritta dell’esame di Stato, è stato sottoposto la stesso identico compito che due anni prima era stato riservato all’esame di abilitazione professionale per periti industriali informatici.

Stesso testo, come le immagini che riportiamo documentano, salvo un lieve taglio: nella prova di maturità era stata soppressa alla seconda riga una frase, del tutto irrilevante ai fini dello svolgimento della prova («... e gestire l’intera attività mediante un sistema informativo»). Se vogliamo essere pignoli, possiamo solo rilevare che ai periti industriali venivano concesse 8 ore per lo svolgimento del compito, mentre ai ragazzi della maturità solo 6. Tutto qua. Il resto era una fotocopia o un copia-e-incolla.

Ecco qua, questo è solo l'ultimo degli errori occorsi in occasione degli ultimi esami di maturità, sintomo inappellabile di come l'impiego pubblico non sia meritocratico e non sia selettivo nella maniera giusta.

Un professore, o ancor di più un responsabile degli istruttori deve essere ciò che di meglio il mercato può dare, ben retribuito ma costantemente aggiornato... ed invece.

Parliamoci chiaro, tutti siamo andati a scuola e sicuramente ci saranno stati professori che insegnavano e professori che tiravano avanti, se non mi sono imparato l'itagliano quindi non è colpa mia!!!!

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author: R0bin @ 13:51
date: lunedì, 09 giugno 2008
category: politica, riflessioni, calcio, attualità, società

Per chi non lo sapesse, sono cominciati gli Europei di calcio in Austria & Svizzera.
Per chi non lo sapesse, io sono un malato di calcio.
Per chi non lo sapesse, quando hanno luogo manifestazioni tipo Europei o Mondiali, la mia malattia raggiunge il parossismo.
Questa edizione dell'Europeo, a mio modo di vedere (cosa notata anche da qualche cronista) sancisce il prepotente consolidarsi della globalizzazione anche nel calcio. O meglio, nel circuito delle nazionali, visto che il calcio di club ne è stato investito da almeno un decennio, ormai. Mai come stavolta abbiamo nazionali composte da giocatori che militano in campionati stranieri e - soprattutto - numerosi sono i giocatori "naturalizzati".
Per chi fosse a digiuno di queste cose, il giocatore naturalizzato è quello che nasce in altro Paese ma ottiene nuova cittadinanza.
Il caso più eclatante, nella competizione che si sta svolgendo, è quello del brasiliano Roger Guerreiro, classe '82, che milita tra le fila della Polonia. Guerreiro è stato naturalizzato ad aprile, mi sfugge la data precisa, comunque per il rotto della cuffia prima della scadenza del termine utile per iscriverlo nella rosa dei convocati per Euro 2008. Gioca in Polonia, nel Legia Varsavia dal 2006 e da quanto ho sentito non sa una parola nè di polacco, nè di inglese, parla solo portoghese.
Questo fenomeno delle naturalizzazioni tocca diverse nazionali ovviamente. Nella Germania vi sono alcuni polacchi, per esempio, su tutti Klose e Podolski, due uomini di punta della squadra (per dire, è come se i nostri Buffon e Cannavaro fossero svizzeri), Deco, centrocampista portoghese, è brasiliano, la Francia è composta per la maggioranza da atleti di origine straniera provenienti dalle ex-colonie (Zidane in primis).
Gli esempi sono tanti e questo fenomeno non esclude nemmeno l'Italia, che s'è giovata degli oriundi sia in passato (Sivori e gli angeli dalla faccia sporca), che in tempi più recenti, quando, all'indomani della delusione mondiale nel 2002, l'argentino Camoranesi si mise a disposizione della selezione azzurra con cui, due anni fa, vinse il mondiale. A Camoranesi, con tutta probabilità, si unirà nel prossimo futuro Mario Balotelli, giovane attaccante di origini ghanesi in forza all'Inter. Peccato che la sua pelle nera, in un Paese profondamente razzista qual è l'Italia, già susciti ironie e diffidenze. Fa niente se, a differenza dell'argentino Camoranesi, Mario sia nato a Palermo e sia vissuto per tutti i suoi 17 anni nel Belpaese.
Tutta sta sbrodolata per cosa?
Per dire che a me, francamente, frega poco dove uno è stato partorito. I confini sono segni di matita fatti dall'uomo sulla carta geografica, ma la Terra non ha confini. Ha specificità, certo, ma ritengo che una persona che vive in una collettività e mette le sue energie a disposizione di quella collettività abbia tutto il diritto di sentirsi parte di essa.
Tuttavia - e per questo mi son preso del nazifascista, anni fa, da un losco figuro durante una discussione internettiana - la facilità con cui avvengono certe naturalizzazioni a scopi meramente sportivi mi indispettisce. Siamo gelosi dell'italianità, facciamo i preziosi, creiamo un sacco di problemi a rilasciare un documento, ma quando si tratta di un tizio che tira calci ad un pallone, se ci può essere utile per andare a fare i caroselli in piazza, allora non ci formalizziamo troppo.
E ripeto, a me fregherebbe ben poco. Fregherebbe ben poco se non pensassi a questa miserevole contraddizione. Ho amici albanesi che son qua da circa una decina d'anni, fanno i carpentieri, i muratori, si danno da fare, ma non sono considerati italiani, nonostante col loro lavoro contribuiscano allo sviluppo della nostra nazione. Forse dovremmo consigliare agli immigrati di portarsi da casa un pallone, anziché la cazzuola.
Perchè se sai fare qualche bel palleggio vai in campo, a cantare (o ascoltare, perchè magari le parole non le conosci) l'inno con la mano sul cuore, se invece ti spacchi il culo, gomito a gomito con gli italiani, condividendo la tua vita con la loro ed essendo di fatto uno di loro, italiano non lo sei. E se qualcuno si azzarda a proporre di rendere più celeri i termini per ottenere la nazionalità, organizzano le raccolte di firme per dargli contro.


Nella foto: ah, certo, poi c'è anche chi lo è ma ogni giorno ribadisce
che non lo vuol essere. Ma per loro mica ci si scandalizza troppo, al
massimo li mandiamo a Roma.


AGGIORNAMENTO:


Ed invece, che so, toglierla a quei cosi che c'erano in campo stasera, la nazionalità, eh, cazzo...
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author: R0bin @ 14:04
date: giovedì, 05 giugno 2008
category: attualità

Chi ha frequentato questo blog saprà che il sottoscritto è su posizioni molto severe nei confronti dei cazzari del volante.
Tuttavia, molto mi ha dato da pensare e poco m'è piaciuta la nuova normativa sulla sicurezza stradale, che ha trovato la sua prima applicazione, a spese di un ventiduenne ecuadoregno, a Milano. Potete trovare la notizia qui.
In sostanza, funziona che se vi beccano con un tasso alcolico superiore a quello consentito (che è di 0,5 grammi per litro di sangue, come potete leggere nell'articolo che ho linkato) vi confiscano la vostra bella macchinina e non la vedete più. Il veicolo diventa proprietà dello Stato. Certo, l'onere del pagamento del deposito sarà ovviamente vostro, ma poi l'auto verrà battuta all'asta e i soldi saranno incamerati dallo Stato.
Commento: sticazzi.
Insomma, attendo di saperne di più e se avete qualche delucidazione in merito fatemi un fischio, ma credo che questo provvedimento tenda a farla un po' fuori dal vaso. Perchè l'auto la confischi non solo al pirlozzo che guida ubriaco, ma anche alla sua famiglia.
Nel mio caso ad esempio, chi ne farebbe veramente le spese sarebbe mia madre. Io ho la patente, ma in casa di auto ce n'è una sola. Se mi beccano 'mbriago come una scimmia, l'automobile di fatto la confiscano a mia madre, dato che si tratta di proprietà sua. Mi sembra una cosa fuori dal mondo.
Spero che la confisca abbia luogo solo nel caso in cui il guidatore sia anche l'intestatario dell'auto, altrimenti questa nuova norma è semplicemente ridicola.


Nella foto: no, beh, allora ditelo, che mi cerco un'auto di riserva... non si sa mai!
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author: ZipDiPunto @ 14:46
date: lunedì, 26 maggio 2008
category: attualità

Intervengo solamente per fare una stupidissima domanda, che in questi giorni mi assilla...

Ma perchè dobbiamo concedere la grazia alla Franzoni???

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author: ZipDiPunto @ 10:59
date: lunedì, 12 maggio 2008
category: sport, attualità

Lo so robin mi odierà per questo....

Rooaaar?

 

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author: R0bin @ 21:58
date: lunedì, 05 maggio 2008
category: politica, economia, attualità

Il colpo di coda del governo uscente: tzé, ti piazzo su internet i redditi degli italiani.
Bella mossa. Ne parlavo ieri sera con Zip.
Lui poneva una questione importante: ok, non ho nessun problema a dirti quanto guadagno, ma tu che uso fai di quelle informazioni?
Io, sinceramente, ho trovato la cosa una pessima idea, proprio perchè non vedo alcuna applicazione pratica positiva ed utile, se non lo sputtanamento gratuito. Magari sono solo ingenuo, eh... possibile. Ma a che pro mettere il mio reddito su internet?
Per dimostrare che tizio ruba? Che non dichiara quanto dovrebbe dichiarare? Forse bisognerebbe intraprendere azioni diverse e ben più efficaci, no?
Anche perchè, così, si ritorna alla questione di cui sopra: che te ne fai della mia dichiarazione dei redditi? Mettere informazioni simili su internet, per quel che mi riguarda, è come quando scrivono il tuo numero di cellulare sul muro dei cessi della scuola.
Poi i fatti hanno preso una piega tragicomica, perchè se ora io entro in possesso di quelle informazioni finisco addirittura al gabbio (ellamadonna!) e certi rotocalchi che insistono nello spacciarsi per pseudo-telegiornali hanno prima sputtanato Visco, poi hanno spiattellato alcuni redditi "VIP" con tanto di effetti sonori e musichette accattivanti.
Invece, dicevo io, sempre da grande ingenuo che sono, sarebbe cosa buona e giusta e molto utile, per quel che mi riguarda, semmai, mettere a disposizione dei cittadini un sito per monitorare l'andamento dei conti pubblici. Che, se sono pubblici, ci si diceva su msn, dovrebbero essere recuperabili da qualche parte, ma qualcuno di voi sa come? Probabilmente sono di difficile accesso e difficile consultazione. Tuttavia, oltre ad un'utilità a mio avviso lapalissiana, ritengo sia mio diritto di contribuente sapere come diavolo vengono spesi i MIEI soldi. Sapere se c'è stato un utile, o quanti miliardi hanno bruciato e in che condizioni sono le casse dello Stato, se ci si può fare i tuffi come zio Paperone o se si sente l'eco, insomma.
Ok, sto facendo un discorso molto superficiale e se qualcuno è in grado di apportare un contributo interessante nei commenti sarebbe profondamente gradito. Però, cacchio, quella sì che la troverei una cosa utile. Di certo, penso, avremmo un buon metro con cui valutare, sotto un certo aspetto, i governi. Sicuramente così non potrebbero più dar la colpa dei propri fallimenti ai governi precedenti, nè prendere come scusa presunte cattive gestioni pregresse per rimangiarsi, come se nulla fosse, le promesse elettorali.


Nella foto: questa doveva essere il premio per il primo visitatore della
Blogstation nel 2009, ma Zip s'è sputtanato le casse del blog coi videopoker,
per cui vi dovrete accontentare di un bicchiere d'acqua del rubinetto.
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author: ZipDiPunto @ 15:43
date: sabato, 12 aprile 2008
category: avvisi, cazzate, satira, attualità

Anche noi della Blogstation ci teniamo a dare il nostro contributo affinchè venga utilizzato il diritto di voto senza incorrere in errori che annullerebbero tale nostro diritto. A tal fine, oggi, sono qui a spiegarvi come esprimere il vostro voto nella maniera corretta.

Per tracciare il segno sul simbolo prescelto la matita deve essere tenuta fra le mani (i più spericolati la possono tenere fra le chiappe) ma la cosa importante, che in questa sede voglio sottolineare è che per far si che la matita lasci un segno, deve essere utilizzata la parte temperata e non l'altra. Certo di avervi fornito utili informazioni circa il voto mi congedo da voi con un saluto.

Eccovi qua illustrato il modo corretto per l'utilizzo della matita

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author: ZipDiPunto @ 22:53
date: giovedì, 20 marzo 2008
category: tv , attualità

La TV ti crea, ti usa, ti macina, ti sputa e poi ti lascia morire in uno spizio per attori. Oh capitano mio capitano un saluto.

L'attore inglese John Hewer famoso per aver interpretato il ruolo di Capitan Findus, è morto, solo e quasi dimenticato, in una casa di riposo per attori di Isleworth, nel Meddlesex (Inghilterra). Aveva 84 anni.

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author: R0bin @ 20:29
date: domenica, 16 marzo 2008
category: riflessioni, cazzate, sfoghi, tv , blog, internet, media, sesso, scazzi, attualità, società, università

Scrivo queste righe con un grande rammarico.
Cioè, di non aver tempo, per ora, di venire a fare un giretto sui vostri blog e dover confidare nel passaggio abituale degli aficionados. Di non potergli dare la visibilità che, invece, meriterebbe. Purtroppo sapete che in questo periodo ho pochissimo tempo da dedicare a questo angolo di virtualità, ma spero di riuscire a recuperare al più presto.
Mi è giunta proprio oggi la segnalazione di questo interessantissimo estratto di una puntata di Porta a Porta.
Tu. Sì, tu che leggi. Lo sai perchè hai aperto il tuo cazzo di blog? Perchè al Grande Fratello non ti hanno preso, stronzo. Perchè si servono del blog quelli che non riescono ad andare al reality. Sti cazzi...
E tu, sgualdrinella, per caso, oltre ad avere un blog, sei anche una studentessa universitaria? PUTTANA! Puttana e drogata!
Sì, perchè adesso vorresti darmi ad intendere che vai all'università per studiare, farti una cultura, costruirti un futuro? Ma che cazzo dici, lo sappiamo tutti che all'università si va per bere, ciulare e sballarsi. E il blog l'hai messo su per far mercimonio del tuo corpo.
Cazzo, anche io.
Sono un maniaco sessuale, del tipo peggiore, tra l'altro: blogger e universitario. Lasciatemi i vostri numeri di telefono nei commenti. Vi delizierò con telefonate oscene. Alle sei del mattino. La domenica. Zio cane.


Nella foto: il sottoscritto all'indomani della laurea.
Bellazzio, un po' d'afghano, dopo aver stuprato la biondina
dell'erasmus, è proprio quel che mi ci vuole!
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author: R0bin @ 10:01
date: venerdì, 22 febbraio 2008
category: politica, attualità

Per prima cosa, voglio scusarmi per l'assenza.
Purtroppo, nei prossimi due mesi e rotti sarà così. Gli impegni universitari son tiranni, perciò avrò poco tempo da dedicare sia al mio blog che ai vostri ma, per quanto possibile, cercherò di farmi vedere.
Torno a scrivere perchè non potevo far passare sotto silenzio l'ultima uscita dell'europarlamentare (sì, europarlamentare...) Borghezio il quale, esprimendosi in merito alla proclamazione di indipendenza del Kosovo, pur guardando con "seria preoccupazione la creazione del primo Stato islamico in Europa", ha salutato lo storico evento come un importante precedente per le aspirazioni di indipendenza della SUA (sua, non mia) Padania.
Come dico sempre, ognuno, in fin dei conti, è nel diritto di sostenere le proprie idee. Sono anche dell'opinione, però, che anche le idee, soprattutto politiche, abbiano una vita che, come tutte le vite, è delimitata da confini temporali più o meno precisi. Questo per dire che, senza mezzi termini, ritengo che certe idee, all'alba del 2008, non possano essere sostenute se non con ignoranza o, in alternativa, malafede. Personalmente, credo che in genere intervenga soprattutto la malafede. Perchè mi rifiuto di accettare il fatto che chi sostiene quelle posizioni lo faccia credendoci veramente.
Il problema è che, quando si tratta di leghisti, ho spesso l'impressione che invece loro ci credano sul serio alle cose che dicono. Ciò mi allarma, soprattutto quando sento parlare di improbabili secessioni ed indipendenza di una fantomatica nazione padana.
Ma com'è possibile mettersi in testa certe cose? Non lo si capisce che, se stiamo bene a vedere, tutti avrebbero motivi per dividersi da chiunque?
Se cominci a fare il giochino delle divisioni, presto ti accorgi che potresti anche non fermarti più. Ipotizzando una "Padania libera", a quel punto i sud-tirolesi perchè dovrebbero starsene coi padani? E a Cuneo, dove si sentono occitani? E pure io, nel mio piccolo di cremasco (geneticamente per metà pugliese, però), perchè dovrei condivider la bandiera coi cremonesi, con cui mi sono storicamente odiato e ammazzato? E i pronipoti dei Serenissimi, che potrebbero vantare così nobili predecessori?
La cosa che più mi fa ridere è pensare di poter trovare una vera e propria specificità in un Paese come il nostro, abitato da uno dei popoli tra i più bastardi del mondo, penso. Sì, perchè chi non è a digiuno di storia sa benissimo che da noi sono passati tutti, ma proprio tutti e se dovessimo guardarci indietro, non so chi potrebbe vantare davvero un senso univoco di appartenenza a qualcosa.
Non parliamo poi del cuore della Padania, quella pianura in cui vivo e che, proprio in quanto pianura, megllio di tutto il resto d'Italia s'è prestata ad accogliere le scorribande di tutti quelli che passavano per l'Italia. Ma senza andar troppo indietro nel passato, o riportare a galla evi oscuri e nebulosi, andatemi a trovare un milanese, per esempio, che pur, definendosi tale a tutti gli effetti, non vanti in qualche modo origini meridionali.
Quindi, perchè la gente continua a farsi allucinare da certe cose?


Nella foto: "Uè, fratello celtico, da dove l'è che vieni?"
"Meeenghia, di Palemmo sugnu!"
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