
Il libro di cui vi voglio parlare oggi è molto particolare.
Trattasi infatti de L'ORO IN BOCCA, opera prima di Alice Suella che, tanto per capirci, altri non è che Alicesue, casomai qualcuno ancora non lo sapesse.
Quindi ne parlerò benissimo, altrimenti quella mi tira il collo :°D
Messi da parte gli scherzi, devo ammettere che è molto difficile parlarne. L'ORO IN BOCCA, definito non a caso "neuromanzo", è un viaggio nei meandri deliranti delle menti dei personaggi che lo popolano. Una crociera sulle acque molto mosse dell'alcool di una sbronza coi fiocchi. Una scampagnata tra i pensieri di Talmud, Capitan Piede ed esseri bizzarri che si espongono nello stesso modo in cui si pensano, senza alcun interesse o voglia a dipingersi in modo da farsi capire.
Come ho già detto all'autrice, la mia critica - che è comunque di gusto e assolutamente non di valore - sta proprio in questo, che è al contempo la forza e la "debolezza" del suo romanzo: ti travolge, come una folata d'aria calda quando entri in un locale, in una notte d'inverno, ma non potrai mai dire d'averlo capito fino in fondo. Potrai capirlo solo nella misura in cui sarai tu, con uno sforzo intellettuale (e ciò non è affatto male), ad attribuire un significato alle cose. Perchè in fondo, tendiamo tutti a far nostre le cose con cui entriamo in contatto. E L'ORO IN BOCCA, ve lo garantisco, ha un sacco di punti in contatto con i nostri vissuti.
Una lettura che vi consiglio caldamente. Perchè si tratta di un bel libro, perchè lei è una scrittrice cazzutissima e perchè, finalmente, possiamo leggere qualcosa scritto da una persona che ancora non ha superato i trenta (giusto? Alice, non smentirmi sul più bello!) e credo che sia solo dando la parola ai giovani che diventi possibile toccare la sensibilità degli altri giovani (che sono il futuro, o lo dovrebbero essere) e poter sperare in un futuro meno gramo.




















