author: ZipDiPunto @ 16:29
date: martedì, 22 luglio 2008
category: baggiano

Eddai come si fa a non riportare in auge il premio per la migliore baggianata dopo che leggi una cosa del genere?

CAPRI - "E' una Fiat, dunque questo taxi è mio". Notte brava per Lapo Elkann sull'isola di Capri. A raccontarla, anche alla polizia, è un tassista che parla di parole grosse, insulti e spintoni da parte del rampollo di casa Fiat.

Secondo quanto raccontano oggi alcuni organi di stampa, all'alba di lunedì scorso, Luigi De Martino, che di mestiere fa il tassista, stava rientrando da Anacapri quando si è imbattuto in un gruppetto di ragazzi che stava spingendo un taxi fuori servizio a motore spento, una Fiat Marea. De Martino, allora, ha chiesto ai ragazzi di scendere dal taxi e di rimettere l'auto al suo posto. Ed è stato allora che Lapo Elkann avrebbe replicato: "Il taxi è una Fiat Marea, dunque è mia".

I curiosi non sono mancati, le parole grosse, sostiene il tassista, anche, fino a quando, grazie anche all'intervento di altre persone e di un altro tassista, Lapo Elkann e i suoi amici sono rientrati in albergo. Una notte brava, quella dell'erede Agnelli, iniziata nei locali storici dell'isola azzurra, tra balletti e accenni di spogliarelli.  (fonte: repubblica.it)

Lapo te lo meriti tutto, lo censuro per il moige!!!!

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author: R0bin @ 10:50
date: lunedì, 14 luglio 2008
category: cultura, riflessioni, satira, società

In questi ultimi giorni ho avuto modo di conoscere il genio comico di George Carlin (che ci ha lasciato il 22 giugno scorso).
Per chi non lo conoscesse e fosse troppo pigro per cliccare sul link qua sopra leggendosi la paginetta di Wiki, trattasi di uno showman "a la Luttazzi", anche se sarebbe meglio dire il contrario.
Io sono riuscito a vedermi due delle sue chiacchierate, più precisamente "Back in town" e "It's bad for ya", in cui il buon Carlin dissacra tutti (o quasi) i miti della società americana, senza risparmiare una critica (passatemi l'eufemismo) feroce alla religione e alle sue istituzioni.
Di questi due spettacoli è proprio la veemenza con cui Carlin smonta la religione pezzo per pezzo, opponendole una semplicissima applicazione della logica, ad avermi colpito. Probabilmente perchè molti ragionamenti, esposti con verve comica da lui, sono gli stessi che mi hanno portato a smettere di credere.
Sì, perchè io non sono credente e tuttalpiù lascio qualche spiraglio ad un agnosticismo disinteressato, ma non sono disposto ad accettare alcuna teologia che vorrebbe farmi credere d'aver trovato o codificato il libretto d'istruzioni dell'infinito. Perchè, male che vada, se l'infinito esiste, è ovvio che noi non ne facciamo parte. La nostra dimensione è quella del finito e non abbiamo nemmeno la capacità per farla tutta nostra. Possiamo interiorizzare e capire una porzione finita e limitata di un insieme finito. Di che ci dobbiamo preoccupare allora? Meglio impiegare il tempo in modi più produttivi. Per esempio, che so, capire meglio quel finito che ci spetta.
Una battuta, in particolare, mi ha toccato: la scusa di Dio, l'ultimo rifugio di un uomo senza risposte e senza argomentazioni.
Il problema è questo, è qui il nocciolo. E' che mi son sempre chiesto come una persona colta possa credere a Dio. E per colta intendo istruita quel che basta, come tutti, nel 2008, potrebbero/dovrebbero essere. Come fai ad accettare un sistema di idee che fa acqua da troppe parti? Lo trovo come sedersi su una sedia con una gamba palesemente rotta.
Non sono mai riuscito a risolvere il nodo tra ciò che so e ciò che credo in favore di ciò che credo. Ho sempre scelto, alla fin fine, quel che so. E quel che so ha inevitabilmente riplasmato ciò in cui credo, facendomi capire con discreta chiarezza ciò in cui non credo e non posso credere.
Problema mio. Ma voi come vi rapportate con tutto questo?
Sì, perchè sono in ferie e ho un sacco di voglia di farmi i cazzi vostri.


Nella foto: buahahaha, questo blog è ormai sotto il mio controllo!
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author: R0bin @ 19:55
date: giovedì, 03 luglio 2008
category:


...mi sono innamorato!
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