author: ZipDiPunto @ 10:06
date: martedì, 24 giugno 2008
category: attualità

Così come i guai non vengono mai da soli, anche gli inconvenienti (le sviste, gli errori, le trascuratezze) nelle prove scritte dell’esame di maturità, arrivano alla spicciolata. Tant’è che ai ragazzi dell’Istituto tecnico industriale - indirizzo «informatica, progetto sperimentale Abacus» - che giovedì scorso si sono presentati per la seconda prova scritta dell’esame di Stato, è stato sottoposto la stesso identico compito che due anni prima era stato riservato all’esame di abilitazione professionale per periti industriali informatici.

Stesso testo, come le immagini che riportiamo documentano, salvo un lieve taglio: nella prova di maturità era stata soppressa alla seconda riga una frase, del tutto irrilevante ai fini dello svolgimento della prova («... e gestire l’intera attività mediante un sistema informativo»). Se vogliamo essere pignoli, possiamo solo rilevare che ai periti industriali venivano concesse 8 ore per lo svolgimento del compito, mentre ai ragazzi della maturità solo 6. Tutto qua. Il resto era una fotocopia o un copia-e-incolla.

Ecco qua, questo è solo l'ultimo degli errori occorsi in occasione degli ultimi esami di maturità, sintomo inappellabile di come l'impiego pubblico non sia meritocratico e non sia selettivo nella maniera giusta.

Un professore, o ancor di più un responsabile degli istruttori deve essere ciò che di meglio il mercato può dare, ben retribuito ma costantemente aggiornato... ed invece.

Parliamoci chiaro, tutti siamo andati a scuola e sicuramente ci saranno stati professori che insegnavano e professori che tiravano avanti, se non mi sono imparato l'itagliano quindi non è colpa mia!!!!

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author: R0bin @ 13:50
date: venerdì, 13 giugno 2008
category: calcio

Giovedì 22 giugno 2006, alle ore 11:45, caricai il post "Pomeriggi magici?".
Si era nel bel mezzo dei Mondiali di Germania e l'Italia stava per affrontare la partita decisiva contro la Repubblica Ceca per il passaggio del primo turno a gironi. Invocai il cucchiaio di Totti, i fulmini di Toni e il violino di Gilardino. Questa volta la situazione è molto più tragica e sicuramente non vedremo né cucchiai romani, né violini, perchè Totti e Gilardino sono rimasti a casa. D'altra parte, nemmeno quella volta si videro.
Più che le mie invocazioni, poté la preveggenza di Edidav77 al commento n°18: "
Marco..... sei solo Marco Materazzi!!!! Per me il fabbro entra perchè Nesta si spacca....e per Nedved sono cazzi!!!!! Appena prova a simulare si becca un gancio alla mascella che gli fa cadere il caschetto......".
Beh, in quella partita Nesta si infortunò durante il primo tempo e fu sostituito da Marco Materazzi, che su calcio d'angolo battuto da Totti insaccò di testa il gol che di fatto valse il passaggio del turno (poi suggellato dal definitivo 2 a 0 di Inzaghi).
Oggi, alle 18 c'è la Romania. Se si perde facciamo le valige, se si pareggia siamo più fuori che dentro. Conta solo vincere, insomma. Perciò... Edidav, dove sei? Dì qualcosa!


Nella foto: l'altro giorno avete fatto piangere. Stavolta cercate di far piangere loro.
Anche con le cattive. Siamo di bocca buona, dopotutto! ROAAAR!!!
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author: R0bin @ 13:51
date: lunedì, 09 giugno 2008
category: politica, riflessioni, calcio, attualità, società

Per chi non lo sapesse, sono cominciati gli Europei di calcio in Austria & Svizzera.
Per chi non lo sapesse, io sono un malato di calcio.
Per chi non lo sapesse, quando hanno luogo manifestazioni tipo Europei o Mondiali, la mia malattia raggiunge il parossismo.
Questa edizione dell'Europeo, a mio modo di vedere (cosa notata anche da qualche cronista) sancisce il prepotente consolidarsi della globalizzazione anche nel calcio. O meglio, nel circuito delle nazionali, visto che il calcio di club ne è stato investito da almeno un decennio, ormai. Mai come stavolta abbiamo nazionali composte da giocatori che militano in campionati stranieri e - soprattutto - numerosi sono i giocatori "naturalizzati".
Per chi fosse a digiuno di queste cose, il giocatore naturalizzato è quello che nasce in altro Paese ma ottiene nuova cittadinanza.
Il caso più eclatante, nella competizione che si sta svolgendo, è quello del brasiliano Roger Guerreiro, classe '82, che milita tra le fila della Polonia. Guerreiro è stato naturalizzato ad aprile, mi sfugge la data precisa, comunque per il rotto della cuffia prima della scadenza del termine utile per iscriverlo nella rosa dei convocati per Euro 2008. Gioca in Polonia, nel Legia Varsavia dal 2006 e da quanto ho sentito non sa una parola nè di polacco, nè di inglese, parla solo portoghese.
Questo fenomeno delle naturalizzazioni tocca diverse nazionali ovviamente. Nella Germania vi sono alcuni polacchi, per esempio, su tutti Klose e Podolski, due uomini di punta della squadra (per dire, è come se i nostri Buffon e Cannavaro fossero svizzeri), Deco, centrocampista portoghese, è brasiliano, la Francia è composta per la maggioranza da atleti di origine straniera provenienti dalle ex-colonie (Zidane in primis).
Gli esempi sono tanti e questo fenomeno non esclude nemmeno l'Italia, che s'è giovata degli oriundi sia in passato (Sivori e gli angeli dalla faccia sporca), che in tempi più recenti, quando, all'indomani della delusione mondiale nel 2002, l'argentino Camoranesi si mise a disposizione della selezione azzurra con cui, due anni fa, vinse il mondiale. A Camoranesi, con tutta probabilità, si unirà nel prossimo futuro Mario Balotelli, giovane attaccante di origini ghanesi in forza all'Inter. Peccato che la sua pelle nera, in un Paese profondamente razzista qual è l'Italia, già susciti ironie e diffidenze. Fa niente se, a differenza dell'argentino Camoranesi, Mario sia nato a Palermo e sia vissuto per tutti i suoi 17 anni nel Belpaese.
Tutta sta sbrodolata per cosa?
Per dire che a me, francamente, frega poco dove uno è stato partorito. I confini sono segni di matita fatti dall'uomo sulla carta geografica, ma la Terra non ha confini. Ha specificità, certo, ma ritengo che una persona che vive in una collettività e mette le sue energie a disposizione di quella collettività abbia tutto il diritto di sentirsi parte di essa.
Tuttavia - e per questo mi son preso del nazifascista, anni fa, da un losco figuro durante una discussione internettiana - la facilità con cui avvengono certe naturalizzazioni a scopi meramente sportivi mi indispettisce. Siamo gelosi dell'italianità, facciamo i preziosi, creiamo un sacco di problemi a rilasciare un documento, ma quando si tratta di un tizio che tira calci ad un pallone, se ci può essere utile per andare a fare i caroselli in piazza, allora non ci formalizziamo troppo.
E ripeto, a me fregherebbe ben poco. Fregherebbe ben poco se non pensassi a questa miserevole contraddizione. Ho amici albanesi che son qua da circa una decina d'anni, fanno i carpentieri, i muratori, si danno da fare, ma non sono considerati italiani, nonostante col loro lavoro contribuiscano allo sviluppo della nostra nazione. Forse dovremmo consigliare agli immigrati di portarsi da casa un pallone, anziché la cazzuola.
Perchè se sai fare qualche bel palleggio vai in campo, a cantare (o ascoltare, perchè magari le parole non le conosci) l'inno con la mano sul cuore, se invece ti spacchi il culo, gomito a gomito con gli italiani, condividendo la tua vita con la loro ed essendo di fatto uno di loro, italiano non lo sei. E se qualcuno si azzarda a proporre di rendere più celeri i termini per ottenere la nazionalità, organizzano le raccolte di firme per dargli contro.


Nella foto: ah, certo, poi c'è anche chi lo è ma ogni giorno ribadisce
che non lo vuol essere. Ma per loro mica ci si scandalizza troppo, al
massimo li mandiamo a Roma.


AGGIORNAMENTO:


Ed invece, che so, toglierla a quei cosi che c'erano in campo stasera, la nazionalità, eh, cazzo...
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author: R0bin @ 14:04
date: giovedì, 05 giugno 2008
category: attualità

Chi ha frequentato questo blog saprà che il sottoscritto è su posizioni molto severe nei confronti dei cazzari del volante.
Tuttavia, molto mi ha dato da pensare e poco m'è piaciuta la nuova normativa sulla sicurezza stradale, che ha trovato la sua prima applicazione, a spese di un ventiduenne ecuadoregno, a Milano. Potete trovare la notizia qui.
In sostanza, funziona che se vi beccano con un tasso alcolico superiore a quello consentito (che è di 0,5 grammi per litro di sangue, come potete leggere nell'articolo che ho linkato) vi confiscano la vostra bella macchinina e non la vedete più. Il veicolo diventa proprietà dello Stato. Certo, l'onere del pagamento del deposito sarà ovviamente vostro, ma poi l'auto verrà battuta all'asta e i soldi saranno incamerati dallo Stato.
Commento: sticazzi.
Insomma, attendo di saperne di più e se avete qualche delucidazione in merito fatemi un fischio, ma credo che questo provvedimento tenda a farla un po' fuori dal vaso. Perchè l'auto la confischi non solo al pirlozzo che guida ubriaco, ma anche alla sua famiglia.
Nel mio caso ad esempio, chi ne farebbe veramente le spese sarebbe mia madre. Io ho la patente, ma in casa di auto ce n'è una sola. Se mi beccano 'mbriago come una scimmia, l'automobile di fatto la confiscano a mia madre, dato che si tratta di proprietà sua. Mi sembra una cosa fuori dal mondo.
Spero che la confisca abbia luogo solo nel caso in cui il guidatore sia anche l'intestatario dell'auto, altrimenti questa nuova norma è semplicemente ridicola.


Nella foto: no, beh, allora ditelo, che mi cerco un'auto di riserva... non si sa mai!
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