author: R0bin @ 14:28
date: giovedì, 28 febbraio 2008
category: cazzate, blog, internet, blogstation

Febbraio è corto e ci siamo dedicati poco al blog, causa impegni vari, ma le chiavi di ricerca fioccano.
Tralasciando ormai gli immancabili parrucchieri, questo mese il trend è stato dominato dalle immancabili donne nude e da un sorprendente interesse per gli uccelli. Per gli uccelli con le piume, cioè. Spero.


Stronzette nude: nude per prenderle in giro? Se son stronzette, dopotutto, giusto ripagarle con la stessa moneta.

"Passator cortese" Edwige: Fenech? Perchè se dietro Passator Cortese c'è la Fenech, riconsidero al volo la proposta di matrimonio, eh!

Contatti msn puttane: e dire che non le ho mai viste girare per i viali con un portatile sotto braccio.

Ecco la mia fighetta: ma che bella, le manca solo la parola.

Esibizionisti ignoranti estate 2007: già, se non sanno almeno buona parte di Shakespeare a memoria, stanno sul cazzo anche a me.

Famose puttane della storia: ehi, ehi, ehi, c'era un passo interessante, al riguardo, in un libro di Chuck "Profeta" Palahniuk. In un certo senso, diciamo.

Fustigazione donna filmati: certo, caro utente, devi migliorare la tua soglia di perversione, considerando le chiavi che leggerai fra poco.

Foto porno defecazione: ecco, qua siamo sulla buona strada per far mobilitare il MOIGE, per esempio.

Immagini di donne al lavatesta: se a scopo masturbatorio, fatti vedere da uno bravo.

L'uccello in chiesa zelig audio: no, alt, adesso tu ti iscrivi a splinder e ci spieghi che accidenti cercavi.

Palermo-Milano in bicicletta: fortuna che a Messina devi desistere per impedimenti geofisici.

Puntura al sedere di una donna nuda: che fantasia e dire che pensavo d'averle cercate proprio tutte, ormai, su YouPorn.

Quante persone usano msn: secondo accurate stime dell'ISTAT "tante di brutto".

Sedicenne perversa: ne riparliamo volentieri tra due anni.

Una braccio nel culo: per vedere se riesce a sbucare dalla bocca? No, penso che cose simili siano possibili solo nelle figurine degli Sgorbions.

Video peni piccoli: eh, li dovevamo caricare l'altro giorno, ma poi ci siamo accorti che effettivamente non si vedeva un cazzo.

Superdotati blog: grazie di riconoscere mensilmente le nostre doti. Vi amiamo tanto.


Eccola qua.
Ma non dite che solo i perversi giungono sulle nostre rotaie. Da noi approda chi ha sete di sapere scientifico. Gente che vuole:

Immagini di un blog che parli di un uccello.

E chi siamo, noi, per non soddisfare la curiosità di codesto ornitologo?
Ci attrezziamo al volo!


Nella foto: scientificamente denominato
"Erithacus rubecula", il pettirosso è un uccello
passeriforme di modeste dimensioni facente
parte della famiglia dei Muscicapidae...
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author: ZipDiPunto @ 23:12
date: domenica, 24 febbraio 2008
category: sport

Come forse sapete sono un appassionato di rugby, le cose stanno andando male per la nostra nazionale al 6 nazioni, l'ultima partita contro l'irlanda è finita 47 - 8 e le due prima (Scozia, Inghilterra) non sono state vittoriose... ora il rischio è: il cucchiaio di legno o peggio il "whitewash".

Ma cos'è il cucchiaio di legno? E' il “premio” che viene vinto da chi arriva ultimo nel Torneo "6 Nazioni". Per molti (di solito chi lo vince) va assegnato in verità a chi perde tutti e cinque gli incontri. Ma si tratta di un errore, chi finisce il 6 Nazioni a zero punti vince il "whitewash", in pratica, va in bianco. Ma da dove nasce il Cucchiaio di legno?

Siamo nei primi anni ’80 di due secoli fa, in Svizzera. William Bolton, campione inglese, è in vacanza e vuole comprare qualcosa come ricordo da quei monti. Cosa di meglio, se non un cucchiaione di legno? E così, finite la vacanze, se ne torna in Inghilterra con questo bel mestolo marrone chiaro. Ma a cosa può servire, a un rugbista, un cucchiaio di legno? Certo, a mangiare le famose minestre inglesi, ma forse anche a qualcosa d’altro. E così Bolton ha un’idea.
Perché, alla fine degli incontri contro Francia, Scozia, Galles e Irlanda non regalo il mio cucchiaio svizzero alla squadra che arriva ultima? Così, per prenderci bonariamente in giro? E così fa, nel 1884, con l’ambito trofeo legnoso che finisce nelle mani degli irlandesi. Ma gli irlandesi sono uomini duri, non demordono di fronte a uno sberleffo del genere, e l’anno successivo sono pronti a riconsegnarlo a chi arriverà ultimo. Possibilmente l’Inghilterra, avranno pensato.
Realtà o leggenda? Non si sa, dal 1904 non si hanno più notizie di quel mestolone svizzero, anche se si dice che sia nascosto da qualche parte nelle Orcadi. Di sicuro, però, ogni anno le sei nazionali fanno di tutto pur di non ricevere, anche se in senso figurato, questo gentile dono offerto da quel burlone di Bolton
.

Nella foto: Sergio Parisse il capitano

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author: R0bin @ 10:01
date: venerdì, 22 febbraio 2008
category: politica, attualità

Per prima cosa, voglio scusarmi per l'assenza.
Purtroppo, nei prossimi due mesi e rotti sarà così. Gli impegni universitari son tiranni, perciò avrò poco tempo da dedicare sia al mio blog che ai vostri ma, per quanto possibile, cercherò di farmi vedere.
Torno a scrivere perchè non potevo far passare sotto silenzio l'ultima uscita dell'europarlamentare (sì, europarlamentare...) Borghezio il quale, esprimendosi in merito alla proclamazione di indipendenza del Kosovo, pur guardando con "seria preoccupazione la creazione del primo Stato islamico in Europa", ha salutato lo storico evento come un importante precedente per le aspirazioni di indipendenza della SUA (sua, non mia) Padania.
Come dico sempre, ognuno, in fin dei conti, è nel diritto di sostenere le proprie idee. Sono anche dell'opinione, però, che anche le idee, soprattutto politiche, abbiano una vita che, come tutte le vite, è delimitata da confini temporali più o meno precisi. Questo per dire che, senza mezzi termini, ritengo che certe idee, all'alba del 2008, non possano essere sostenute se non con ignoranza o, in alternativa, malafede. Personalmente, credo che in genere intervenga soprattutto la malafede. Perchè mi rifiuto di accettare il fatto che chi sostiene quelle posizioni lo faccia credendoci veramente.
Il problema è che, quando si tratta di leghisti, ho spesso l'impressione che invece loro ci credano sul serio alle cose che dicono. Ciò mi allarma, soprattutto quando sento parlare di improbabili secessioni ed indipendenza di una fantomatica nazione padana.
Ma com'è possibile mettersi in testa certe cose? Non lo si capisce che, se stiamo bene a vedere, tutti avrebbero motivi per dividersi da chiunque?
Se cominci a fare il giochino delle divisioni, presto ti accorgi che potresti anche non fermarti più. Ipotizzando una "Padania libera", a quel punto i sud-tirolesi perchè dovrebbero starsene coi padani? E a Cuneo, dove si sentono occitani? E pure io, nel mio piccolo di cremasco (geneticamente per metà pugliese, però), perchè dovrei condivider la bandiera coi cremonesi, con cui mi sono storicamente odiato e ammazzato? E i pronipoti dei Serenissimi, che potrebbero vantare così nobili predecessori?
La cosa che più mi fa ridere è pensare di poter trovare una vera e propria specificità in un Paese come il nostro, abitato da uno dei popoli tra i più bastardi del mondo, penso. Sì, perchè chi non è a digiuno di storia sa benissimo che da noi sono passati tutti, ma proprio tutti e se dovessimo guardarci indietro, non so chi potrebbe vantare davvero un senso univoco di appartenenza a qualcosa.
Non parliamo poi del cuore della Padania, quella pianura in cui vivo e che, proprio in quanto pianura, megllio di tutto il resto d'Italia s'è prestata ad accogliere le scorribande di tutti quelli che passavano per l'Italia. Ma senza andar troppo indietro nel passato, o riportare a galla evi oscuri e nebulosi, andatemi a trovare un milanese, per esempio, che pur, definendosi tale a tutti gli effetti, non vanti in qualche modo origini meridionali.
Quindi, perchè la gente continua a farsi allucinare da certe cose?


Nella foto: "Uè, fratello celtico, da dove l'è che vieni?"
"Meeenghia, di Palemmo sugnu!"
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author: R0bin @ 19:08
date: venerdì, 15 febbraio 2008
category: politica, riflessioni, attualità, società

L'argomento di oggi è molto difficile.
Penso che tutti conosciate il movimento costituitosi per cambiare la legge 194 sull'aborto e di certo avrete sentito o letto gli sconcertanti fatti del Policlinico di Napoli, con l'irruzione della polizia e l'interrogatorio a cui è stata sottoposta una donna che aveva appena abortito, nel pieno rispetto della legge. Se qualcuno cade dal pero, può informarsi leggendo questo post del blogger Finazio, che riassume molto bene lo svolgimento dei fatti.
Giusto ieri parlavo del libro di Paasilinna ed elencavo i comandamenti del figlio del dio del tuono. Considerando l'attualità dell'argomento sono rimasto molto colpito - e l'ho scritto - soprattutto dal numero 3 e dal numero 5. "Proteggi la vita" e "Vivi umanamente". Quando si parla di proteggere la vita, poi non ci si deve dimenticare di quella che sarà la qualità di questa vita. Che non basta difenderla, ma bisognerebbe anche pensare ad un modo per darle la dignità che qualsiasi essere vivente merita, poi.
Ecco, a me pare che, invece, al giorno d'oggi, molti di quelli si ergono a baluardi nella difesa della vita, spesso e volentieri tralascino di pensare a "quale" vita difendano e come la difendano e a cosa facciano, in concreto, per difenderla.
Sempre nella giornata di ieri, è andata in onda QUESTA puntata del bellissimo programma di Corrado Augias, che ovviamente vi consiglio di guardare (prendetevi una ventina di minuti, li vale). A metà della trasmissione è arrivata la mail di un telespettatore che, portando come esempio la propria malattia, dice una cosa molto giusta: nonostante tutte le parole che si spendono contro l'aborto terapeutico, poi non si fa nulla, in concreto, per dare sostegno morale ed economico a chi magari si trova ad affrontare situazioni difficili.
Ecco, è un po' come il discorso di quelli che si battono per la famiglia (che poi, magari, scopriamo che più o meno son sempre quelli), ma poi mica si fa qualcosa per aiutare in concreto le persone a metterla in piedi, sta famiglia. E a Milano una giovane coppia che vuol sì sposarsi, si vede costretta a protestare sfilando in mutande per la città, ad esempio.
Insomma, tornando al problema specifico dell'aborto, è che a me tutta questa manfrina della moratoria sembra un modo abbastanza ipocrita di cercare facili consensi solleticando quell'educazione cristiano-cattolica (e - nota personalissima - bigotta) che a tutti, in un modo o nell'altro, è stata in qualche misura imboccata fin da piccoli. Ma ricordiamoci che, a voler fare i precisini, questa etica condanna ogni emissione di sperma non finalizzata alla procreazione, quindi potremmo spostare il problema molto, ma molto, ma molto più a monte dell'aborto.
Lasciatemi infine un'ultima considerazione: ma perchè a portare avanti queste battaglie sono persone che, a meno di miracolosi sconvolgimenti fisio-anatomici (che casso di neologismo ho tirato fuori qua? o_O), non dovranno mai preoccuparsi in vita loro di abortire?
Insomma, fatto salvo che tutti abbiano il sacrosanto diritto di pensarla in un certo modo e di esprimere un'opinione su qualsiasi argomento, ma perchè quando dobbiamo discutere di certe cose non lasciamo parlare chi deve viverle, eventualmente, sulla sua pelle?
Come le donne, ad esempio, in questo caso.
Invece, mi pare (oh, se non è così smentitemi) che a parlare di questa moratoria, da qualche anno ormai, siano soprattutto la Chiesa e Giuliano Ferrara. Che, per la cronaca, è solo molto grasso, non è incinto.


Nella foto: in fin dei conti, le donne, non hanno mai preteso di
 spiegarci come fare la pipì in piedi, non vi pare?



PS: visto che l'iniziativa di parlarne tutti insieme è partita da lei (in questi giorni è attivissima), per approfondire la questione vi rimando a questo post di Alicesu.

PPS: e prima di evitare spiacevoli fraintendimenti, non voglio dire che il parere della Chiesa o di Giuliano Ferrara non contino nulla, però, per quella che è la mia modestissima opinione, avrei un approcio diverso se certe questioni fossero sollevate dalle donne stesse, che sono le protagoniste in materia e non semplici guest star, o manichini anatomicamente corretti con cui illustrare meglio le nostre elucubrazioni sull'argomento. Ricordiamoci, come diceva un comico, che "son tutti froci, col culo degli altri".

PPPS: sticazzi raga, sto post è stato davvero un parto! Non nego che, a metà, più o meno poco prima di linkare la notizia degli sposi in mutande, anche io ho pensato di abortire.
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author: R0bin @ 10:38
date: giovedì, 14 febbraio 2008
category: avvisi, libro parade



Ultimamente mi sto dando (ri-dando, vista la mole di libri che circa un anno fa mi son dovuto pappare per l'esame di Letterature Scandinave) agli autori nordici. Ho cominciato, incuriosito dal titolo, al finlandese Arto Paasilinna e devo dire che il suo IL FIGLIO DEL DIO DEL TUONO non ha per nulla deluso le attese, anzi.
Una sinossi veloce, veloce: gli antichi dei finnici sono scoraggiati nel constatare come il loro popolo li abbia ormai abbandonati per abbracciare la fede cristiana. Rutja, figlio di Uko Ylijumala, il dio del tuono, seguendo le orme di Gesù, decide quindi di incarnarsi nel corpo di un umano per riportare il popolo sulla via della vera fede.
Come potete immaginare, queste premesse annunciano una storia decisamente bizzarra e che, fidatevi, vale tutte le 282 pagine in cui si dispiega. Al di là di questo ve ne parlo per un motivo particolare. Il nostro eroe, prendendo spunto dai comandamenti cristiani (di cui, qualche tempo fa, avevo sottolineato i limiti), stila una lista di comandamente che il buon finnico dovrà osservare con rigore durante la sua vita terrena. Sono solo sei, ma molto interessanti:

1. Ricordati di temere il tuono.
2. Non fare del male ai piccoli.
3. Proteggi la vita.
4. Rispetta i vecchi.
5. Vivi umanamente.
6. Non cedere.

Che ne dite? Io nella loro semplicità li trovo molto belli. Arto/Rutja ha capito che onorare il padre e la madre non toglie il fatto che loro possano essere esseri spregevoli, in alcuni casi. Allo stesso modo è dura non desiderare la donna d'altri, se la donna d'altri è una gran gnocca. Non fare del male ai piccoli, vivi umanamente e non cedere. Sono i tre che preferisco. E c'è pure quel bel "proteggi la vita", tanto attuale, che si lega a quel vivi umanamente e che quindi, a mio modo di vedere, è qualcosa che addirittura supera il "semplice" assunto che la vita sia sacra, come vi fosse insita una certa preoccupazione per la qualità dell'esistenza che le persone poi debbono sopportare.
Insomma, una lettura affascinante che vi consiglio caldamente.

Allungo il post di qualche riga per sottoporre alla vostra attenzione una faccenda che reputo molto importante.
Probabilmente molti di voi leggono anche il blog di Alicesu e già lo sapranno, ma io cerco lo stesso di fare la mia parte, anche se con clamoroso ritardo, magari informando i lettori che non abbiamo in comune.
Come potete leggere nei post dall'11 al 13 febbraio, s'è verificato su Splinder uno spiacevolissimo caso di censura che ha coinvolto il blog Paganesimo. Anche se ormai la vicenda s'è risolta (con quello che io considero un lieto fine, fortunatamente), vi invito a spendere qualche minuto per informarvi su quanto successo, perchè credo che episodi simili non debbano mai passare sotto silenzio.
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author: ZipDiPunto @ 18:45
date: domenica, 10 febbraio 2008
category:

Con un Italia che va a rotoli e che per mille motivi, non crede più nella politica ci troviamo a dovere andare alle urne con un sistema elettorale partitocratico (senza preferenze personali) per votare le solite facce viste da 15 anni a questa parte, facce rugose che hanno dai 70 anni in su. 

Gerontocrazia è stata chiamata, ma allora in un periodo come questo non sarebbe stato un colpo da maestro candidare un personaggio giovane e fresco come premier, una Prestigiacomo per esempio. Avrebbe fatto gridare allo scandalo, alla pazzia, ma candidare un afroamericano a presidente degli Usa non sembrerebbe una pazzia?

Nella foto: Un giovane neo parlamentare attende il suo turno per il voto

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author: R0bin @ 10:34
date: giovedì, 07 febbraio 2008
category: cultura, riflessioni, libri, cinema, cazzate, satira, attualità, società

BLOGSTATION PRESENTA:




SCUSA MA TI CHIAMO AMORE (clicca per il trailer)

Il post di oggi sarà noioso. Noioso e probabilmente prolisso. Anzi, sicuramente prolisso.
Molto prolisso.
Quindi, per stavolta, siete scusati. Guardate il video saltando a pié pari quel che scrivo, magari commentando con un bel "Hahahahaha!", oppure lasciando un assolutamente fuori luogo "Geniale!", o magari il classico "Pienamente d'accordo con te" senza neppure sapere che ho detto. Davvero, oggi non fa nulla, va bene così.
Sto diventando permalosetto, dite?
Vabbé, a ciascuno il suo. Ora bando alle ciance e passiamo al dunque.
Il video che avete ammirato qua sopra è creazione (quella, sì, geniale) dell'utente di YouTube Vanesso100, al cui link potete trovare gli altri (tutti esilarantissimi) video.
Come potete notare dai commenti ricevuti, la sua parodia ha scatenato i Moccia-boys (e girls, soprattutto... io che vi facevo più mature di noi maschietti, tsk!), inviperiti/e per cotanto scempio perpetrato ai danni dell'ultima fatica del loro (furbo) autore preferito (se penso che il mio è Palahniuk, mi viene da piangere), già assurta nei loro cuori a capolavoro assoluto, affiancabile solo e soltanto, come riportato nel video di Vanesso, da "3msc" e "hvdt" (il primo suppongo sia l'onnipresente "Tre metri sopra il cielo", ignoro a cosa si riferisca il secondo acronimo, invece, senza negare d'essere molto felice di questa mia ignoranza che, spero, resti tale).
Ora - e questo probabilmente vi stupirà - io non ho nulla contro Moccia in sé, contro "Scusa ma ti chiamo amore" in sé, oppure contro chi va a guardarsi certe cose (in sé). Certo, io mai potrei farlo senza poi strapparmi gli occhi dalle orbite per scioglierli nell'acido (e non da ora, perchè io certe cose non le leggevo/guardavo manco quando ero un ragazzetto), vero, però, come dicevano gli antichi egizi, de gustibus non disputandum est.
In fondo, trovo anche normale che queste cose possano piacere. Perchè no, dopotutto? Sono opere di facile fruizione, scommetto gradevolissime agli amanti del genere. Son storie sciocchine? Pazienza, mica le devi leggere per elevarti moralmente, culturalmente o spiritualmente. Un film/libro/cartone animato di Moccia te lo guardi perchè ti vuoi divertire senza star troppo lì a pensare. Mi può star bene.
Io mi sono letto "Il codice Da Vinci" e anche "Angeli e demoni". E, sì, li ho trovati entrambi dei bei libri e non ci vedo assolutamente nulla di male in questo, purché, ecco, non si perda mai di vista la dimensione di quei libri, caricandoli di significati e valenze che non hanno e - son sicuro - non vogliono avere. Sono libri da spiaggia. Da ombrellone. Da far fuori in una, massimo due serate. Letture disimpegnate. Considerati in un'ottica simile, ripeto, li trovo due buonissimi libri.
La cosa che veramente mi fa incazzare è la mancanza di curiosità.
Non è comprare il libro di Moccia, ma è non leggersi altro che Moccia. Non uscire mai dal seminato. Seminato che, per come la vedo io, tutti abbiamo un po' calpestato cominciando a muovere i nostri primi passi in un determinato mondo. Oggi ascolto gli Iron Maiden, ma all'inizio mi pompavo quel che passava la radio e ripensandoci mi vengono i brividi, lo so, ma so anche quanto sia normale questa parabola. Che, tra l'altro, non si fermerà agli Iron Maiden, ma proseguirà finché avrò vita e facoltà mentali a mia disposizione.
Se vogliamo, ma proprio se vogliamo, eh, Moccia svolge un'opera molto importante. Trascina la gente in libreria e al cinema e credo che chiunque riesca in una simile impresa almeno mezza pacca sulla spalla se la meriti, un pochino. Almeno una pacca sulla spalla col guanto, eddai. Il problema è che, poi, la gente non si guarda attorno. La gente non ha uno straccio di curiosità, cazzo. E' questo che mi deprime. Entrano nelle librerie col paraocchi e lo sguardo basso. Lo stesso nei cinema. Se una cosa piace, si fermano a quella, non hanno alcun interesse a scoprirne delle altre. Come capre in un recinto che si cibano sempre della stessa erba, ignorando il mondo di sapori che sta al di fuori. Ecco, cosa c'è di drammatico. Le persone stanno diventando (e per molti, mi sa, il processo è ormai irreversibile) in bestie grame da chiudere in una stalla e nutrire passandogli sempre la stessa biada col forcone.
Credo che la colpa, almeno qua in Italia, vada per un buon 70% agli autori, che non sanno o non vogliono parlare alla gente e chi lo fa, lo fa rivolgendosi al pubblico come ci si rivolgerebbe ad un bambino di quattro anni.
In ogni caso non voglio tirar fuori Gramsci o far polemica attorno lo snobismo degli intellettualoidi italioti. Ce ne sarebbero da dire, ma un ignorante come me mica si può permettere tutto, suvvia. Solo mi chiedo: è così faticoso essere curiosi? E' così difficile farsi affascinare dalla magia intrinseca della lettura o del cinema, che ti spinge a voler conoscere di più? E' mai possibile che la gente, anziché sfruttare certi prodotti come punto di partenza, li trasformi invece nella sua meta ultima e vi pianti indissolubili radici? E levate quel disco dei Finley, mentre vi parlo, cazzo!


Nella foto: figa, non ditemi che state ancora mangiando gli
omogeneizzati e non avete mai avuto voglia di papparvi una
vera bistecca, eh?!?
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author: R0bin @ 15:51
date: martedì, 05 febbraio 2008
category: riflessioni, internet, attualità

Qualche tempo fa ho passato un video cazzaro ad una mia amica.
Lei mi ha risposto "Ma perchè esiste YouTube?".
Domanda da un milione (e rotti) di dollari.
In questi giorni son tornato a rifletterci, in seguito alla notizia di ben due casi di spogliarello delle hostess nelle cabine di pilotaggio di alcuni aerei francesi.
Ma dico... quando la gente si fa filmare/fotografare, non si preoccupa minimamente di chi sta dall'altra parte della telecamera/fotocamera e dell'uso che potrebbe fare delle immagini?
Insomma, sembra che le nuove potenzialità della rete abbiano trasformato la gente in una massa di esibizionisti. Ti fai fare una foto idiota in discoteca e poi, un paio di mesi dopo, scopri che sui forum di mezzo mondo quella foto gira photoshoppata in tutte le salse e la gente ci ride.
Oppure carichi il video di tuo figlio che, giocando con un suo amico, cade nel fosso e crei un tormentone.
Insomma, a me non piacerebbe essere il protagonista di un tormentone, non so a voi. Senza contare che ci sono stati anche casi finiti male, come quella ragazza che s'è uccisa (o ha tentato di farlo, ora non ricordo benissimo) perchè il suo ex aveva divulgato un video in cui la riprendeva in momenti di intimità. Puoi anche rovinare la vita di una persona, con certe cose.
Quel che più mi stupisce è però constatare che non sono solo i sedicenni cazzari che abusano di certi servizi o si lasciano riprendere con leggerezza, ma anche gli adulti ci danno dentro mica da ridere. Le hostess in questione ora passeranno dei guai, così come i piloti e vorrei ben dire. Beh, certo, c'è chi fa di peggio che mostrare un paio di tette e un perizoma, santi numi, non sono per la fustigazione, ma questa faccenda mi ha lasciato basito nel pensare con quali immaturità queste persone si siano fottute il lavoro, molto probabilmente. Soprattutto resto perplesso pensando che non solo si siano lasciate filmare da colleghi di lavoro, ma che gli stessi che hanno filmato poi non si siano posti alcun problema prima di caricare lo spettacolino su internet (o comunque passarlo con leggerezza a chi l'ha fatto) e darlo in pasto al mondo intero. Come se fosse normale trasformare il posto di lavoro in una specie di night club. Perchè non lo è, vero? Altrimenti vi passo a trovare, gentili lettrici.


Nella foto: no, amore... tranquilla. Non lo faccio vedere a nessuno.
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