author: R0bin @ 09:51
date: venerdì, 30 novembre 2007
category: lost in blogstation



Mancava dal 22 agosto, ma oggi la nostra rubrica intellettualistica torna con una vera chicca.
Conoscete tutti il termine "tabloid", vero?

Tabloid: / ingl. s. m. inv. (pl. ingl. tabloids) Giornale di formato corrispondente a circa la metà dei quotidiani normali, che pubblica un notiziario condensato e molto materiale fotografico.

E fin qui, penso, ci siamo.
Ma sapete da dove deriva il termine tabloid?
Da un prodotto farmaceutico.
Nell'800, in seguito ai progressi della chimica, furono infatti inventate le pastiglie, in inglese tablet. Prima il dottore ti prescriveva la ricetta e il farmacista si occupava di comporre un qualche intruglio fatto con gli ingredienti prescritti. Con l'avvento delle pastiglie, questo principi attivi delle sostanze medicamentose vengono compressi in un solo confetto. Da qui l'associazione con questo nuovo (all'epoca) tipo di giornale che appunto comprimeva in poco spazio molte notizie e che presero il nome dal marchio di questo prodotto farmaceutico.
All'inizio il riferimento era solo alla modalità con cui erano date le notizie all'interno del giornale, poi si rafforzò quando il formato stesso di questi quotidiani fu ridotto. Essi, infatti, si leggevano per lo più in treno, dove il formato classico risultava scomodo perchè troppo ingombrante. Da qui la "compressione" in un foglio più piccolo.
Bella storia, eh?


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author: ZipDiPunto @ 14:57
date: mercoledì, 28 novembre 2007
category: blogstation, liete novelle

Tanti auguri al buon VECCHIO (ma vecchio vecchio) robin, l'anima del blog, il romanziere dei nostri sogni...

In questo giorno il blog è totalmente dedicato a te ed al lento incedere dell'età che oramai ti sta portando via i migliori anni della tua vita, lasciando segni rugosi sul tuo volto, solchi di un tempo che oramai non c'è più...

Auguri buon vecchio capostazione!!!! Mille di questi giorni!

Ma che colla usi per la dentiera?

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author: ZipDiPunto @ 20:24
date: martedì, 27 novembre 2007
category:

Non serve che Tarantino si scomodi a dire che il nostro cinema fa pietà, non serve perchè si vede da solo e ne abbiamo più volte parlato. I generi sono due: commedia De Sica -Boldi oppure mattone tardo-adolescenziale-romantico-educativo. Pochi si scostano da questi canoni, ma quei pochi vorrei elogiarli.

Un primo benefico esempio è dato da "Palermo-Milano il ritorno", non ci insegna niente, ma perchè dovrebbe? E' un prodotto con una buona qualità che ti fa passare un bella serata. Gli attori italiani sono anche bravi e non vedo perchè debbano sempre occupare di storie strappalacrime, facciamogli fare degli inseguimenti, delle sparatorie.

Un altro esempio cinematografico che mi preme sottolineare è quello delle Winx (mi sembra si scriva così) delle specie di streghette, che con mio sommo stupore ho saputo essere un fenomeno commerciale partito dall'Italia. Ebbene ora è stato fatto un film in 3d che andrà in tutte le sale. Benissimo, perchè l'Italia patria del design non dovrebbe cimentarsi con il cinema 3D! Forse non farà gli incassi dei film della Pixar ma ben vengano questi esempi!

Ehm Raoul ricordati che dall'ultima volta che ci siamo visti in spiaggia ho messo su un fisico che mi fai un baffo ora... ero solo giovane allora...

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author: ZipDiPunto @ 16:18
date: lunedì, 26 novembre 2007
category: attualit, cazzate, blog, blogstation

Collegandomi al post di prima, questo è proprio il periodo delle tette... Eh si infatti da un pò di tempo le edicole sono piene di calendari di donne più o meno avvenenti, ma anche di uomini, animali e santi.

Che poi io sono anni che vado avanti con i calendari della Sanpaolo, oppure con quelli della Sai. Gratuiti e sobri, senza donnine ma con molto spazio su cui scrivere, e sinceramente non riesco a capire quanto mercato possano ricoprire con i loro calendari, i camionisti e basta? Che poi molti camionisti vogliono qualcosa di più esplicito e meno artistico. Quindi a chi vendono questi milioni di calendari con donnine?? (escluse le venti copie di robin naturalmente)

Ma non vi preoccupate, anche quest'anno pensavamo di fare uscire il nostro calendario, cerchiamo quindi modelli disponibili a fornire una foto simpatica ed a tema da inserire, anche solo un orecchio, ma quest'anno vogliamo fare le cose in grande.

 

EDIT: minchiabbabbi! Guardate che non è uno scherzo eh? Se volete mandarci le vostre foto vi facciamo il calendarione. Va bene anche nude, se siete donne, non ci scandalizziamo. Scherzi a parte, ovviamente avete la garanzia che quelle foto si autodistruggeranno dopo essere state utilizzate e soprattutto non avranno altra funzione che di creare un simpatico calendario. Parola di lupetti. Se riusciamo a raggiungere almeno 12 adesioni bene, altrimenti ci inventeremo qualcosa di diverso. See ya!


Prenotate anche voi la vostra copia del calendario Blogstation 2008

NOTA BENE: Il calendario non sarà scaricato liberamente ma dovrà essere inviata un e-mail di richiesta (è un calendario solo per la "comunità della Blogstation")

 

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author: R0bin @ 18:02
date: venerdì, 23 novembre 2007
category: riflessioni, cazzate, attualità, società

In Svezia, un gruppo di femministe denominatosi Bara Bröst (letteralmente "seno nudo"), sta lottando contro le autorità per rivendicare il diritto al topless in piscina.
Bella raga, se non vi da fastidio che poi quando parliamo abbia lo sguardo basso e preoccupanti rigonfiamenti nei boxer, per me non c'è nessunissimo problema.


Nella foto: Blogstation.it, il blog italiano a favore delle tette svedesi al vento.



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author: ZipDiPunto @ 18:51
date: giovedì, 22 novembre 2007
category:

Non so cos'è... ma da un pò il mio computer si sta prendendo gioco di me, bloccandosi sul più bello, o sul più brutto dipende dai punti di vista.

Messenger è diventata un utopia, internet un desiderio poche volte esaudito, aaa il beneamato word... quello si che è un bel ricordo... La posta elettronica che in questo periodo è barometro del mio umore non sempre riesco a vederla. Mi sembra di essere robin ai vecchi tempi...

Vi saluto e spero di poter riscrivere presto...

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author: R0bin @ 08:29
date: mercoledì, 21 novembre 2007
category: politica, storia, attualità

Bello svegliarsi con queste notizie.
I Savoia hanno chiesto allo Stato italiano un risarcimento di 260 milioni di euro per i "danni morali" conseguenti al loro esilio, nonché la restituzione dei beni sequestrati alla famiglia.
Insomma, sta gente non sa proprio che cos'è la dignità, men che meno la vergogna, evidentemente.
Non che sia una novità. La storia del '900 e anche quella più recente hanno già dato lampanti esempi di ciò. Però, sai, pensi sempre che comunque tutti sappiano darsi un limite. E invece... che dite, sono una persona ingenua?


Nella foto: se non bestemmio, guarda...
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author: R0bin @ 17:44
date: martedì, 20 novembre 2007
category: riflessioni

Ieri, passando per i giardinetti di fronte all'università, mi è tornato in mente quando salivo la mattina prestissimo e vedevo i "filippini" portare a spasso i cani dei loro datori di lavoro.
Ho sempre trovato piuttosto bizzarra. Non solo per il fatto che questi cagnetti cagano come dei buoi e poi la gente, in primavera e in estate, si sdraia su codesti prati improvvisando improbabili pic-nic.
E' che, insomma, siamo così indaffarati a crearci una vita che poi dobbiamo pagare qualcuno che vi badi. Le badanti, ecco.
Vedere quei "filippini" a spasso con cani non loro, mi fa sorridere amaramente. Mi fa pensare ai padroni di quei cani e penso che sia assurdo sbattersi per crearci un'esistenza che poi non ci possiamo godere. Certo, hai i soldi, ma per fare quei soldi devi lavorare. E se lavori non puoi goderti quello che hai, se non nei fine settimana, quando sei così stanco e annoiato che poi non hai voglia di fare niente.
Di fatto, non ti rimane che il lavoro. Guadagnare altri soldi, per comprare altra roba che si godrà la badante rumena, cilena, peruviana, vulcaniana per la maggior parte del tempo.
Mentre lei crescerà tuo figlio, accudirà i tuoi vecchi e terrà in ordine la casa, guardandosi la sua soap preferita dal tuo televisore al plasma, che hai pagato col sudore della fronte, ecco, in quel mentre tu sarai proprio a sudare, per affiancare al televisore un impianto dolby sorround da paura. Che poi però, la sera, sarai troppo stanco per aver voglia di ascoltare.
Insomma, lo so che non può essere che così. E chi dice il contrario sbaglia o, peggio, dice (e si dice) una bugia. Non c'è realisticamente un altro modo di vivere, se non aver la botta di culo di ereditare una fortuna da qualche pro-zio americano.
Sarà per questo che, da grande, io voglio fare il Faraone.


Nella foto: uhm, ma noi lavoriamo per vivere o viviamo per lavorare?
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author: R0bin @ 11:57
date: venerdì, 16 novembre 2007
category: politica, ambiente, attualità, società

Durante questa settimana, i lettori del quotidiano gratuito Metro avranno sicuramente notato la quantità di articoli dedicata al bike sharing. In breve, trattasi di un sistema di noleggio bici che permetterebbe di snellire il traffico veicolare urbano.
Da amante della bicicletta posso dirmi entusiasta di una simile prospettiva. Proprio qualche settimana fa, un amico mi parlava scherzosamente dell'ipotesi di istituire un siffatto servizio per ottimizzare i tempi di spostamento degli studenti della Statale di Milano da una sede all'altra.
I vantaggi che potrebbe dare un sistema di bike sharing fatto con tutti i crismi sono molteplici. Il problema è proprio questo, ovvero creare un servizio degno di questo nome.
Ora come ora, la vedo durissima, almeno in quel di Milano, che è poi la realtà che vivo quotidinamente per motivi di studio. Allo stato attuale il bike sharing rischia di divendare un suicide sharing. Senza spazi dove poter muoversi in bicicletta, significherebbe davvero rischiare la vita.
Io parlo di Milano perchè la conosco, probabilmente è una problematica caratteristica di qualsiasi grande città. Palermo e Bari le ho trovate, se possibile, peggiori sotto questo profilo, in fin dei conti. Insomma, non credo di essere l'unico a pensare che la gente il codice della strada l'abbia usato per pulirsi il culo. A Milano, ad esempio, i semafori sono un incredibile spreco di elettricità. Potrebbero tranquillamente toglierli, la situazione resterebbe la stessa.
Un ciclista, per non mettere a repentaglio la propria incolumità, dovrebbe occupare lo spazio dei pedoni. E a quel punto i pedoni farebbero bene a prendersi una bicicletta o, in alternativa, restaresene barricati in casa.
Certo, si potrebbe ovviare alla mancanza di spazi con la speranza che molta gente possa passare dall'auto alla bicicletta, che troverebbero così naturalmente più spazio nell'ambiente urbano in merito ad una diminuzione dei mezzi a quattro ruote, ma ho le mie perplessità al riguardo. Ci vuole tempo perchè le persone cambino le proprie abitudini e prima di arrivare ad un numero ingente di "conversioni" ci vorrà molto tempo, secondo me. Nel mentre, i ciclisti continueranno a rischiare di brutto, senza spazi appositi (che, tra l'altro, sono obiettivamente difficili da ricavare).
Inoltre, ci sono altri due fondamentali nodi da sciogliere, a mio modo di vedere (e non solo mio, leggendo e ascoltando le opinioni espresse in materia). Il primo è creare un sistema di parcheggi efficiente, di modo che le bici non si dimezzino nel giro di una settimana. Il secondo, ancor più fondamentale, è avere la possibilità di portare la bicicletta sulla metropolitana, magari ideando vagoni appositi per farlo (al momento non mi sembra sia possibile).
Che dire, io mi auspico che qualcosa di buono venga fatto in questo senso. Ne gioveremmo tutti. E poi, le città, viste dalla bicicletta, sono più belle.


Nella foto: che va a finire che riuscite anche a smaltire quella panza!
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author: R0bin @ 20:31
date: martedì, 13 novembre 2007
category: musica, musicstation



Ma che bello, nonostante la mia incredibile ignoranza musicale, grazie al settimanale del TG3, oggi posso anche io parlarvi di qualche gruppo musicale non troppo conosciuto - o almeno spero, datemi sta soddisfazione, dai! - e che meriterebbe di esserlo di più.
Il gruppo di cui vorrei parlarvi è:

LE BAMBOLE DI PEZZA, quattro ragazze conosciutesi ai tempi dell'università in quel di Milano, dove tutt'ora operano, anche se provengono da parti diverse d'Italia e non solo. Come potete immaginare anche dal loro look, trattasi di una band di chiara ispirazione rock-punk, senza disdegnare il metal. Hanno all'attivo due album, CRASH ME del 2002 e STRIKE del 2004 e al momento stanno lavorando al  loro terzo disco.
Oltre ad avere a cuore la musica, le cinque scatenatissime ragazze sono molto attente a tutto quanto concerne l'universo femminile e nel 2005 hanno organizzato una tournè con la partecipazione di diverse band al femminile e la presenza di uno spazio dedicato alle associazioni che offrono sostegno per le problematiche alimentari e per la violenza sessuale.
Potete trovare queste ed altre e più approfondite informazioni, foto, video e molto altro ancora sul loro sito: BAMBOLE DI PEZZA e sul myspace del gruppo.
Che dire ancora, sono brave, sono belle e sono troppo rock!
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