author: R0bin @ 02:41
date: sabato, 28 aprile 2007
category:
E in fin dei conti nulla ci è dovuto e non è che tutto sia li a nostra disposizione.
Ma poi, quando vedi qualcosa di bello, è peccato desiderare che sia per te?
Aver voglia di bellezza, di gioia, di qualcosa di positivo, di quel qualcosa che hai visto, intravisto, sentito, avvertito, immaginato. Ma non era per te.
E' arrogante desiderare in qualche modo di averlo?

Nella foto: something beautiful
PS: Che non ci avreste capito un cazzo era previsto, eh, non preoccupatevi...
PPS: Ma davvero qualcuno si collega a splinder all'alba delle 2.41?!?
author: ZipDiPunto @ 15:27
date:
giovedì, 26 aprile 2007
category:
tv ,
media,
curiositÃ
Ieri verso un ora imprecisata della notte sono capitato su una replica di Matrix dedicata al "disturbatore" per eccellenza Gabriele Paolini. A quanto sembra, questo personaggio assai strano, ha alle spalle una storia di violenza e si batte contro la pedofilia e per l'utilizzo del preservativo, intenti lodabilissimi che credo tutti possiamo condividere, certo credo che nessuno ne avesse avuto sentore dalle affermazioni provocatorie che lo vedevano protagonista.
Ebbene la notizia è che ha dichiarato che non lo farà più, credo che molti giornalisti abbiano tirato un sospiro di sollievo. Era questo il mezzo giusto per far conoscere la sua storia? Bisognava per forza insultare gente ad cazzum? Bisognava per forza interropere servizi di cronaca con affermazioni diffamatorie?

Dal labbiale mi sembra stia argomentando qualcosa sulle corna di Robin
Avevamo già parlato della mania modaiola che portava ad avere una vita sempre più bassa, ebbene dal giappone arriva cotale invenzione...

Ragazze accorrete a comprarlo, il modello personalizzato blogstation sarà nei migliori negozi a breve.
author: ZipDiPunto @ 19:38
date:
giovedì, 19 aprile 2007
category:
cazzate,
satira
author: R0bin @ 20:38
date:
mercoledì, 18 aprile 2007
category:
calcio,
sfoghi
Quando ne avevano vinte 17 di fila ci avevo creduto.
Credevo di tifare una squadra degna di questo nome, anzi, uno squadrone, poco importa se eliminato in Europa per via di una regola grottesca, che mai ho digerito. Finalmente vedevo uno spogliatoio, gente che andava in campo con un obiettivo in testa e la voglia di raggiungerlo.
Stasera, per l'ennesima volta, ho scoperto che tutto ciò non era che un'illusione.
Siamo di fronte alla solita merda, la solita squadra senza palle che se la fa addosso quando incontra una difficoltà vera. Penso all'Italia che ci ha regalato il sogno mondiale, ad una finale contro la Francia in cui è andata in svantaggio per via di un rigore inesistente, eppure ha trovato la forza di lottare e alla fine, anche se l'epilogo fosse stato diverso, gli applausi se li sarebbe comunque meritati tutti.
Non puoi sempre vincere, questo no, ma DEVI sempre provare a farlo, dal primo al novantesimo minuto, senza regalare un tempo agli avversari per svegliarti, com'è invece successo stasera.
La roboante striscia positiva mi aveva seriamente impressionato. "Cazzo, poteva essere questa l'inter (la minuscola è voluta) se qualche losco tizio non avesse diretto sottobanco le cose per anni" dicevo. Invece mi sbagliavo. La nostra è una squadra sopravvalutata con la sola fortuna di potersi comprare palate di giocatori, che giocano con i loro piedi da campioni, si, ma evidentemente non con il cuore e con la coscienza. Perchè se li usassero non ci offrirebbero spettacoli tanto indegni.
Se stasera fossero scesi in campo con l'anima avrebbero guardato gli spalti gremiti e pensato a tutti quei coglioni che per essere li e festeggiare un successo che non arrivava da anni sono stati a casa dal lavoro, visto che si giocava alle 17,30. Spero, ma invano, che questi "campioni" si stiano veramente vergognando di quello che hanno fatto. Hanno rovinato la poesia di qualcosa di stupendo, la possibilità di chiudere la bocca ad un sacco di gente (che invece, a posteriori, parlava a ragione) vincendo un trofeo che ci manca da una vita contro i diretti rivali in casa.
Adesso lo vadano pure a vincere a Siena, o a Messina, o coi ragazzini dell'Empoli. Poco importa. Dopo lo scudetto di cartone si mettano sul petto lo scudetto di plastica dei conti in banca e delle feste nei locali milanesi. Sicuramente non lo farete con le mie emozioni.
Il tifo, quello vero, appassionato, è quasi come l'amore per un'amante. Chi non tifa non lo può capire. E per tifare non intendo simpatizzare, che è una cosa del tutta diversa, per la squadra del nonno, del babbo, del moroso, del marito. Chi tifa davvero usa il cuore e chi usa il cuore, inevitabilmente soffre. Per quello, come nel mondo reale, è meglio scegliere di soffrire per chi se lo merita.
Non racconterò a nessuno la cazzata che smetterò di seguire il calcio, so che non è vero. Ma da oggi nel mondo c'è un simpatizzante in più e un tifoso vero in meno.