author: ZipDiPunto @ 17:38
date: martedì, 27 febbraio 2007
category: musica, eventi, cazzate, giovani

Ed oggi inizia sanremo, come sempre i big sono un pugno in un occhio passando dai super-raccomandati ZeroAssoluto  e Dj Francesco (accompagnato dal padre come a scuola) e per gli scongelati Jonny Dorelli, Marcella e fratello Belli, Milva, Stadio e i sempre presenti Antonella Ruggero e Albano (che possono allo stesso modo rientrare negli scongelati).

Voglio però parlarvi di giovani di belle speranza, spero non disilluse, che si presentano nella categoria giovani e cioè: i Grandi Animali Marini, Marco Baroni e Pier Cortese e FCS (son dubbioso sul valore di questi ultimi, ma si vedrà)

Giovani di belle speranze che spero non vengano "corrotti" dalla sagra della canzonetta italiana, di giovani morti a Sanremo ne sono piene le cronache, sono peggio delle stragi del sabato sera. Bhe che dire, sanremo e sanremo...

Nella foto: Largo ai giovani (ma perchè il festival non lo diamo in bianco e nero per mantere viva la tradizione?)

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author: R0bin @ 12:10
date: martedì, 27 febbraio 2007
category: libro parade



Questo libro l'ho trovato per caso, spulciando qua e la su internet alla ricerca di nuove letture.
Un caso fortunato direi, perchè me lo sono proprio bevuto e, anche se non è certo una bella birretta, devo dire che è stata una bevuta piuttosto gustosa.
Un giovane impiegato dell'ufficio immigrazione, Tsuneo Kasama, viene sbaragliato da un'ondata di piacere improvvisa durante una retata. Da quel momento la sua vita cambia radicalmente e una voce di donna comincia a parlargli nel cuore. Nel tentativo disperato di associare a quella voce un corpo, dubitando della sua stessa sanità mentale, Tsuneo si trova a fronteggiare il suo passato e le emozioni a cui si era precluso, facendo una lucida quando spietata disamina di se stesso e, di conseguenza, di tutte le persone ordinarie come lui. Della maggior parte di noi, insomma.
A dirla tutta, non credo d'aver compreso fino in fondo cosa volesse dirci l'autore. Cioè, penso d'esserci riuscito, ma ho avuto a che fare col classico libro che, una volta letto, ti lascia l'impressione che qualcosa ti sia sfuggito.
Ho trovato molto interessante lo stile. Pensieri e narrazione si mischiano in un tutt'uno che si dispiega sulla pagina con efficacia, a volte mi sembrava quasi di trovarvi di fronte ad un fumetto, in cui le didascalie  fanno da voce narrante e possiamo leggere nelle nuvolette i pensieri dei personaggi.
Da leggere.
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author: R0bin @ 14:00
date: lunedì, 26 febbraio 2007
category: riflessioni, giovani

Ieri sera parlavo con un'amica che m'ha detto che suo fratello sta fecendo la patente.
Per prima cosa mi sono sentito vecchio pensando da quanto tempo ce l'ho io e poi al fatto che la scuola guida non ti insegna veramente a guidare.
A me capitò un istruttore terribile. Terribile nel senso di pignolo. Che poi è stata una fortuna, perchè anche l'ingegnere che m'ha fatto l'esame era terribile. Nel senso di pignolo. Però io non lo sopportavo proprio, una volta l'ho pure minacciato di buttarlo giù dalla vettura se non se ne stava zitto. Mi sa che è dovuto anche a questo il fatto che io, attualmente, odi guidare. Si, insomma, la causa di questa scarsa affinità si deve anche al fatto che ho l'orientamento di una coccinella ubriaca e a volte mi perdo anche nella mia città. Che non è esattamente una metropoli, ma una ridente località di provincia con 34 mila anime, circa. Ma poi è proprio che guidare mi rende isterico, perchè sulle strade ci sono troppe teste di cazzo, anche se resto convinto che quel panzone dell'istruttore abbia in questo odio per l'automobile (che poi non è che guidi male, me la cavo come tutti, solo che non mi piace) un ruolo decisivo.
Tutto questo per dire che l'autoscuola non ti prepara veramente a guidare. Non nel mondo reale, almeno. Chissà, magari dipende proprio dal fatto di trovarmi in provincia, dove le strade son quel che sono e l'autostrada più vicina è a Lodi, a circa mezz'ora. Ma farti sfracassare gli zebedei con infinite manovre nelle zone industriali, manovre che, tra l'altro, non userai quasi mai nella tua vita, secondo me non t'insegna quel che poi ti serve veramente, cioè guidare nel traffico. Alla fine all'esame fai quattro mandrakate, ti infili in due parcheggi che, dopo, scanserai a prescindere e piuttosto che metterti a manovrare preferirai farti 8 km a piedi e via, ti danno quel rettangolino di plastica con la tua faccia che sorride inebetita. Bene.
Poi però prenderai in mano la tua bat-mobile, che nel mio caso è la robin-mobile, e ti accorgi che quando ti ritrovi da solo con le macchine davanti, dietro, a destra e a sinistra, oppure quando devi parcheggiare e dietro di te comincia a formarsi una discreta fila, ti ritrovi in braghe di tela.
Spesso sento dire che molti incidenti che coinvolgono neopatentati siano da attribuire al fatto che le nuove generazioni sono terribilmente cazzare. Vero, per carità. Ma a volte mi chiedo se a sti giovani insegnamo davvero come si guida, al di la di quelle quattro sopracitate manovre del menga.


Nella foto: bene, ora sterza tutto a sinistra!
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author: R0bin @ 17:57
date: venerdì, 23 febbraio 2007
category: libro parade



Il libro di cui vi parlo oggi è niente meno che l'azzeccatissimo regalo di Natale pervenutomi dal mio socio Zip.
L'autore, figlio di migrante siculo stanziatosi all'ombra della Mole, ci illustra la città di Torino analizzandola e dividendola in quegli "scompartimenti" a cui, a sua detta, i torinesi sono molto affezionati, come se fosse una casa. E, partendo dall'ingresso ovviamente, che corrisponde alla stazione di Porta Nuova (ma esistono ovunque queste "Porte Nuove"?), ci accompagna in un viaggio all'interno della città, attraverso le sue diverse facce e facciate e anche attraverso la fauna che la popola, coi suoi usi e costumi. Viaggiamo nello spazio e nel tempo, tra cantieri che spuntano come funghi (il libro è stato scritto all'indomani delle Olimpiadi Invernali del 2006, per cui potete immaginare il fermento urbanistico che aveva investito la città) e luoghi, edifici, negozi che progressivamente scompaiono. Quasi sempre per lasciar posto a qualcosa di peggio, ovvio.
Questo libro è un atto d'amore, una difesa appassionata ma schietta di una città troppe volte vittima del luogo comune. Di certo non può essere letto senza provare una qualche simpatia per Torino, a me ha fatto venire una voglia matta di visitarla. E come ho detto a Zip, devo assolutamente vedere il Balon. Chissà mai che ci trovi qualcosa di interessante... o che riesca finalmente ad avvistare quei benedetti Padani, abitanti della Padania (chi deciderà di leggerselo, capirà perchè).
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author: ZipDiPunto @ 21:03
date: giovedì, 22 febbraio 2007
category: riflessioni, blog, internet, attualità, società

Tratto da "La Stampa":

Un tribunale di Alessandria d'Egitto ha condannato oggi un blogger egiziano per aver criticato il presidente Egiziano Hosni Mubarak e la religione islamica. Il giudice gli ha inflitto una pena di quattro anni di reclusione per il contenuto dei suoi articoli pubblicati sulla Rete.

Abdel Karim Suleiman, un ex studente di legge, è stato il primo blogger egiziano a essere citato in giudizio per il contenuto del suo blog. Si trova sotto custodia da novembre, dopo aver scritto otto articoli sul suo blog dal 2004.

Ora io non ho paura di niente e di nessuno, ma volevo chiedere scusa a tutti!!!

E cmq per qualsiasi problema relativo a questo blog, prendetevela con Robin.

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author: ZipDiPunto @ 20:35
date: mercoledì, 21 febbraio 2007
category: politica, eventi, attualità, società

Come sapete, il governo è "caduto". Cosa pensate che succeda ora? Bhe io così a caldo penso ad un rimpasto all'italiana con governo tecnico e intese bulgare.

Mmm le foto secondo voi le ho messe a caso?

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author: R0bin @ 10:59
date: mercoledì, 21 febbraio 2007
category: riflessioni, tv , società

Jerry Scotti a me sta simpatico, dopotutto.
La sera lo guardo con piacere il suo "Chi vuol essere milionario?". Si, perchè mi sono un po' stancato dei TG, francamente, ogni volta mi fanno passare l'appetito e a me a cena l'appetito serve e la tv, vi sembrerà una cazzata, me lo stimola. Già, la guardo solo di striscio, quasi non le bado ma la scatola parlante accesa mentre mangio per me è un must.
Il quiz in questione mi è sempre piaciuto, spesso impari, o quantomeno scopri, cose nuove che mai avresti avuto modo di sapere altrimenti e ritengo il buon Jerry nazionale uno dei migliori conduttori televisivi in circolazione (anche se Chi vuol essere milionario è l'unico dei suoi programmi che seguo, almeno quando lo danno all'ora di cena).
Nelle ultime sere però se ne esce con discorsi che non mi piacciono per niente. Tra una domanda e l'altra l'ho beccato per due volte ad arringare la folla dicendo che bisogna aver rispetto dei soldi e che al loro programma non li regalano, a differenza di quanto succede altrove.
Beh, insomma, mi va un po' di traverso perchè loro danno via un milione di vecchie lire con domande del tipo "Di che colore era il cavallo bianco di Garibaldi?". Voglio dire, 500 euro mica sono pochi, soprattutto se vinti e non guadagnati.
Che poi, accidenti, due paroline le spendo pure per quei concorrenti tanto rispettosi, che colti dall'emozione o più semplicemente dall'ignoranza, pensano di accontentarsi di tornare a casa con 8000 euro. Cioè, chi mi conosce sa bene quale sia il peso che io do al denaro e al consumismo in generale, che ci riempie di quelle immani cazzate di cui non abbiamo assolutissimamente bisogno e che ci annoiano due minuti dopo averle prese, ma per cui taluni sacrificano ore e ore del loro tempo (lavorando per avere i soldi per acquistarsele). Però cazzo, sei lì, ti regalano (ebbene si Jerry, li regalate anche voi, perchè a prescindere dalla loro difficoltà rispondere a delle domande, magari sparando a caso, mi sembra un modo poco "onesto", passatemi il termine, per portarsi a casa il pane.) un sacco di soldi, puoi portarti a casa un milione e ti accontenti di 8000 euro? Più che rispettoso dei soldi mi sembri un morto di fame, a meno che tu non abbia gli strozzini che ti aspettano sotto casa tutte le sere e quello sia l'unico modo per estinguere il tuo debito, fatta eccezione del sangue.
Mah...


Nella foto: e di loro ne abbiamo rispetto?
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author: R0bin @ 19:09
date: martedì, 20 febbraio 2007
category: lost in blogstation




Decimo appuntamento con la rubrica che rivoluzionerà il vocabolario dei nostri visitatori.
Oggi vi proponiamo:


Incunàbolo o incunàbulo: s.m. (dal lat. incunabula, fasce, con allusione all'appena nata arte tipografica). Libro stampato prima del 1500. (Talora si usa anche il termine di paleotipo, di edizione quattrocentina o anticipite.). Si denominano i. tabellari o xilografici quelli ricavati dall'impressione di una tavola di legno incisa; i. tipografici, quelli impressi con caratteri mobili. Lo studio degli i. consente di seguire i progressi dell'arte tipografica; si scopre così che i libri anteriori al 1470 non hanno numerazione di fogli né titoli correnti, né frontespizi.


Ricordo che per consultare gli altri termini basta cliccare sul banner nella colonna qua a destra.
Alla prossima.
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author: ZipDiPunto @ 12:03
date: lunedì, 19 febbraio 2007
category: cazzate, curiosità

Avete mai sentito parlare della reazione che ha la coca cola light con le mentos?  La notizia girà da un pò nella rete, mentre non ne ho assolutamente sentito parlare da altre parti. I video su internet sono cresciuti a dismisura, veri film su come utilizzare la reazione chimica che si sviluppa da questa unione.

Bambini non fatelo a casa, o se lo fate dite che lo avete letto nel blog di Beppe Grillo!

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author: R0bin @ 14:04
date: venerdì, 16 febbraio 2007
category: cultura, riflessioni, storia, attualità, società, curiosità

Si, insomma, non voglio ficcarci troppo il naso, un po' perchè chi frequenta questi lidi già sa da discussioni passate come la penso riguardo il riconoscimento delle coppie di fatto, un po' perchè non mi va di unirmi all'immenso vociare che s'è creato attorno all'argomento. La mia non è una voce autorevole e non ho nulla di significativo da aggiungere.
Per cui oggi faremo un breve post di storia dell'evoluzione del pensiero religioso. Si, ok, effettivamente me la tiro un po' (tanto) a pensare di poter sostenere IO un discorso simile (infatti si tratta della solita sparata cazzara), ma il blog dovrò pur riempirlo con qualcosa oggi...
Per far ciò, chiamerò in mio soccorso il maiale. Ebbene si, il suino che mangiamo in tutte le salse e di cui non lasciamo manco le orecchie. Questo animale venne letteralmente imposto nelle regioni del nord Italia dalle popolazioni barbare pagane dopo la caduta dell'Impero Romano. Nel giro di pochi secoli il maiale divenne il cardine fondamentale dell'economia e dell'alimentazione. Grande attenzione gli fu riservata anche dai cosiddetti "penitenziali". Cos'erano i penitenziali? Semplice, erano dei manuali in cui per ogni peccato commesso corrispondeva un'espiazione proporzionata. Ebbene, l'interesse per il suino era dovuto al fatto che esso, nella tradizione giudaico-cristiana degli albori, godeva di una pessima fame. Eh si, la sua voracità e la sua tendenza a vivere nella sporcizia lo rendevano un animale immondo, impuro e dalla cui carne il buon cristiano si sarebbe dovuto ben guardare. Ciononostante, siccome alla fama si bada poco quando si ha fame, al tempo dei penitenziali (di queste testimonianze, la più famosa è quella apportata dal penitenziario di Bucardo da Worms, morto nel 1205), il maiale s'era tanto radicato nella società che era impensabile opporsi al suo allevamento e consumo. Assistiamo quindi a norme ambigue e contradditorie, che pongono alcuni paletti attorno al consumo di carne suina, ma di certo non osano bandirla dalla dieta o dall'economia contadina. Anche nei casi estremi in cui il suddetto animale venisse in contatto con materie oppure organismi in grado di corromperlo, mai è imposto al buon contadino di sbarazzarsene. Semmai è fatto specifico ordine di sopprimere il capo seduta stante, ma ciò non impedisce di consumarlo (sarebbe stata altrimenti una perdita fatale per una famiglia che, spesso, non possedeva che quello). Abbiamo perciò avuto un adattamente di quella che era la mentalità religiosa alle reali esigenze della società.
Tenendo presente questo, possiamo tornare a parlare di DICO o PACS...


Nella foto: s'è adeguato anche lui, dopotutto.
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