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category: riflessioni, sesso, giovani, attualità , societÃ
Dell'anoressia, intendo.
No, perchè è da un po' che ne vorrei parlare, ma gradirei evitare lo sproloquio per un argomento così delicato. Alla fine, ne son certo, ci cadrò senza alcun dubbio miseramente. Nello sproloquio intendo, non nell'anoressia.
Ne parlo perchè, girovagando per splinder, ogni tanto, se ne trovano di blog in cui giovanette cercano consigli su come vomitare meglio le tre foglie di insalatina che sarebbero poi il nutrimento di tutta la loro giornata.
Li trovo sempre estremamente inquietanti, se non sono fake penso siano un buon metro per misurare quanto una certa "cultura" abbia fatto presa nella testa delle persone. E' notizia di non moltissimo tempo fa della presa di posizione di una modella brasiliana, Giselle o Danielle, boh, quando le guardo nude non sto li a badare al nome. Insomma, la top dichiarava che la colpa di una certa mentalità non è degli stilisti o delle modelle, ma delle famiglie, che non educano i figli ai veri valori della vita. Condivisibile? Si, in parte si. Ma cosa vuoi dire di preciso, che tu, pur avendo ricevuto quei valori, sei passata dalla parte del "male"? Il "me ne lavo le mani" non mi piace, da nessuna parte chiamata in causa.
Certo, la famiglia ti da un'educazione, ma in una certa fase della vita di una persona è l'esterno che acquista un certo qual peso. Purtroppo ho una totale sfiducia nel fatto che la società possa cambiare in meglio. Vero, la società siamo noi in fondo, no? Ebbene, no, non ne sono più tanto sicuro. La società, credo, sono le griffe, le grandi firme, i salotti televisivi, quegli stilisti gay che le donne non le vogliono donne ma piatte, come son loro e gli uomini che agitano i loro sogni erotici, il cantante, il vip che non si sa bene cosa fa ma è ovunque. La società è un'elite che studia come plasmarci per far soldi, ecco cos'è. E trovano i loro più preziosi collaboratori in quella massa di idioti che segue il loro richiamo, come fanno i cani, né più, né meno.
La cosa tragica è che, leggiucchiando qua e la, queste bambine aspiranti scheletri, aspiranti defunte, rivendicano il loro diritto all'anoressia come "diritto ad essere come voglio e come mi sento". In realtà è proprio vero il contrario. Sono come qualcun altro ha deciso per loro.
A tal proposito mi fa sempre piacere ricordare un bel post del nostro Jelly di KILL-CITY nonché un consiglio dato dalla mia professoressa di italiano alle medie. Sapete come sono quegli anni, con gli ormoni impazziti e la gente che si tappezza i diari con foto malandrine. Lei una volta sbottò dicendo "Se proprio dovete masturbarvi fatelo con la Venere del Botticelli!". Da quel giorno non riesco a sentir parlare del Botticelli (pace all'anima sua, poveraccio) senza immaginarmi la scena di uno scolaretto intento a sollazzarsi di fronte alla celebre Venere, colto sul fatto da un esterrefatto Sandro, tutto agghindato da gran artistone, col cappello con la piuma azzurra sulla testa, nell'atto di afferrarlo per un orecchio tenendo saldamente nell'altra mano un paio di forbicioni.
E tuttavia, la lasciva Venere, quella scostumata, mi sembra molto lontana dall'essere uno scheletrino, no? Peccato che ciò non faccia riflettere coloro che non hanno in testa altro che il vomito.

Nella foto: 'a bbona!!!



























