author: ZipDiPunto @ 12:27
date: venerdì, 29 settembre 2006
category: cazzate, sfoghi

Che risveglio orribile, naso tappato e gran mal di testa, certo sarebbe stato peggio svegliarmi con Gattuso e Totti che mi urlano: "Buuuuongiooorno"...è da un paio di giorni che mi sono preso questa influenza, mi sfianca, non ho voglia di fare niente, anche se oggi dopo essere passato dal lavoro sono andato all''università a farmi una coda di 200 persone per cercare di iscrivermi.

VOGLIO ANDARMENE A CASA A DORMIRE!!!!!!

Etciuuuuuuuuuuuuu

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author: ZipDiPunto @ 16:06
date: mercoledì, 27 settembre 2006
category: cultura, blog, blogstation, lost in blogstation

Eccoci al nostro angolo intelletualistico, con la parola del giorno che è:

CONVENTICOLA : s. f. (lett.) Riunione segreta di poche persone, spec. per fini disonesti | (est., spreg.) Piccolo gruppo di persone con più comuni; SIN. Chiesuola.

Per consultare le altre parole della rubrica Lost in BlogStation potete cliccare nel banner presente nella colonna a destra.

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author: ZipDiPunto @ 12:17
date: martedì, 26 settembre 2006
category: sport, cazzate, curiosità

Brasile, il giudice di gara Lia Maria Lourenco viene soccorsa da alcuni colleghi dopo essere stata ferita a un piede da un giavelotto lanciato da un atleta prima dell'inizio della gara, nell'ambito dei campionati nazionali di atletica (Repubblica.it)
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author: R0bin @ 12:05
date: martedì, 26 settembre 2006
category: cultura, libri, storia, curiosità, libro parade

Negli ultimi giorni mi sono dato ad una lettura un po' particolare:



La mia passione per tutto ciò che riguarda il Sol Levante è rinomata. Come penso per la maggior parte delle persone della mia età, è nata da piccino, quando sbalordito mi sciroppavo interi pomeriggi di !anime", ovvero, per i profani, i cartoni animati giapponesi. E così, tra un Hokuto No Ken e un Mazinger Z, è sbocciata l'attrazione per un paese tanto lontano e tanto diverso dal nostro, ma che per me è sempre stato avvolto da un alone di magia, quasi fosse una leggendaria Isolachenoncè.
Ora ho deciso di farne una conoscenza più approfondita e sto cercando di reperire quanti più manuali storico-antropologici-culturali vi siano disponibili. Comincio con questo bel libretto di 300 pagine, che consiglio a chiunque voglia avvicinarsi alla storia del Giappone, una storia, come tutta quella dell'Asia orientale, che viene puntualmente ignorata da qualsiasi programma non solo scolastico, ma anche universitario (a meno che non si compiano studi particolari). Insomma, ci perdiamo la storia (e che bella storia, se mi posso permettere...) di un pezzo (e che bel pezzo, sempre se mi posso nuovamente permettere...) di mondo. Bah!
Il libro è scritto molto bene, anche se forse gli avvenimenti sono un po' troppo condensati e a volte è un po' difficile seguirli, soprattutto considerando che un normale lettore italiano non ha la minima idea di quel che è accaduto nei diversi periodi. Le cose più importanti, però, sono spiegate con chiarezza e come prima infarinatura generale sulla storia, gli usi, i costumi e l'arte del Giappone, credo sia una validissima lettura.
Wakarimasu ka?
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author: R0bin @ 10:52
date: lunedì, 25 settembre 2006
category: cultura, riflessioni

Eh, si, a me, in fondo, gli spagnoli stanno sulle palle, inutile che mi nasconda dietro al dito del buonismo e del politically correct. Ci son pure stato, eh, in Spagna e mi sono anche trovato bene, wow, fantastico, ma nei loro confronti non posso cancellare uno strascico di irritazione recondita che proprio non se ne vuole andare.
Perchè vi parlo di Spagna?
Perchè voglio parlarvi di tori. E non è per prendere il giro largo che parto dalla penisola Iberica (scusate, ogni tanto il mio spirito da geografo prende il sopravvento), perchè i tori di cui vi voglio parlare sono quelli morti ammazzati nelle polverose arene delle corride, o lanciati furiosi per le strade di Pamplona, durante la festa di san Firmino.
Insomma, per farla breve e prendere una bella scorciatoia per arrivare al punto della questione dopo avervi arzigogolato attorno, per me la corrida non è né arte, né cultura: è merda.
Per l'onor del vero, i miei amati/odiati spagnoli, secondo un recente sondaggio Gallup, sono per l'82% contrari a questa pratica (la corrida trova spazio non solo in alcune regioni della Spagna, ma anche in Portogallo, nel sud della Francia e in alcuni paesi dell'America Latina), tenuta in vita solo da qualche migliaio di persone, la cosidetta "mafia taurina" che cerca di far passare, attraverso i mass-media, la corrida quale espressione di arte, cultura, folklore ecc...
La mattanza, però, non è confinata alle sole corride, ma vi sono in Spagna circa 3000 eventi  che, mascherati da feste religiose, scaturiscono in un massacro di tori e altri animali ormai inutilizzabili sia nelle corride tradizionali, che per la riproduzione.
E' comodo poi nascondere i massacri (perchè di questo si tratta e di certo non esaspero i toni definendoli così...) sotto le mentite spoglie di non ben precisati eventi culturali o folkloristici. Perchè, vedete, anche se lo fossero, la cultura non è qualcosa di reificato, la cultura scorre, si evolve, cambia ed è giusto che sia così, sbagliatissimo mettere un freno ad un cambiamento necessario ed ineluttabile. Pertanto, forse, dopo secoli e secoli, sarebbe un bene riconoscere che delle espressioni di una data cultura sono sbagliate e quindi opportuno cambiarle.

Per chi volesse approfondire l'argomento consiglio:

http://www.mclink.it/assoc/lida/corrida.htm

http://www.flac-anticorrida.org/  (per gli utenti francofoni)
http://www.consapevolezza.it/notizie/nov-dic-2001/corrida_assassina-18-Dic-2001.asp




Nella foto: e lo so che è da cattivi (ma, dopotutto, io lo sono), ma quando succede ciò, sappiate che è perchè li ho ricordati nelle mie preghiere.
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author: ZipDiPunto @ 15:16
date: giovedì, 21 settembre 2006
category: the robin

Continua la storia del nostro supereroe, non perdetevi questo entusiasmante secondo capitolo, sempre "by Robin"

2

Questa cassetta è per chi verrà a portar via le mie cose, una volta che mi avranno ammazzato. Se sarà una pallottola o la cirrosi epatica poco importa. Mi chiamo George e ho trentasei anni. Non scomodatevi a dire che ne dimostro di più. Lo so. Non sono una gran bellezza, ma non ho deciso io di essere così. Probabilmente la mia faccia e il mio nome non vi dicono nulla, ma scommetto che almeno una volta avete visto il costume accanto a me sul letto. L’ho rubato. So che non è molto eroico, so che in teoria avrei dovuto prendere ago e filo e sprecare nottate infinite a prepararmelo da solo. Cazzate. Non tutti gli eroi sanno cucire. Io nella vita ho fatto molte cose ma, vi assicuro, i tipi come me hanno ben altro di cui preoccuparsi che imparare a cucire.

Sono una persona tranquilla, anche se dall’aspetto non si direbbe. Facevo palestra, ma il mio fisico è tutto merito dei raggi beta. Non chiedetemi di preciso cosa siano, non ve lo saprei spiegare. Non sono mai stato molto bravo in scienze. Ero più portato per la letteratura e forse è stata proprio la letteratura a rendermi una persona malinconica. I letterati erano tutti uomini in pena che non sapevano godersi la vita. La vita o la vivi o la scrivi e se la scrivi non la puoi vivere. Non è farina del mio sacco, l’ho letto da qualche parte, ma non ricordo né dove, né chi l’abbia scritto. In ogni caso, anche se di scienza non ne capisco un cazzo, tutto è cominciato coi raggi beta. Anzi, è iniziato con annuncio, un foglio appeso sulla parete di un ospedale. A quel tempo sbarcavo il lunario lavorando come muratore. Sull’annuncio era indicato un numero di cellulare. Cercavano volontari per un esperimento. Mi presentai soltanto io. Uno furbo avrebbe dovuto sentire puzza di bruciato e darsela a gambe, ma quando ti servono soldi non stai molto a riflettere sul modo con cui te li guadagni. Lavorando saltuariamente per paghe schifose, uno squallido appartamento da pagare ad uno squalo di padrone di casa e una vecchia madre da mantenere all’ospizio, non sputi mai su qualche bel bigliettone in più. Mi spiegarono in cosa consistesse il trattamento a cui mi avrebbero sottoposto, ma per me non aveva alcuna importanza. Intascata la ricompensa per essermi offerto da cavia ero disposto a farmi fare di tutto. Legato ad un lettino di ferro mi bombardarono con questi raggi. Non sentii nulla e l’esperimento finì quasi ancor prima di cominciare. Mi lasciarono andare a casa con l’ordine di ritornare per dei controlli le settimane successive. Non so cosa volessero ottenere, ma l’unico risultato che quei dannati raggi beta sembrarono ottenere fu quello di farmi cadere un sacco di capelli. Nel giro di un mese si erano diradati così tanto che adesso per nascondere almeno un po’ le calvizie devo rasarmeli cortissimi. Mi incazzai parecchio per questo. Ve l’ho detto, già non sono esattamente una gran bellezza, non mi sembrava il caso di infierire. Il medico con cui mi tenevo in contatto, un certo Rufus, si giustificò dicendo che non lo potevano sapere e mi ricordò che ero stato pagato per fare la cavia, ora non mi potevo lamentare. In effetti avevano ragione e poi brutto lo ero già, essere calvo non avrebbe peggiorato di molto la situazione.

A parte questo l’esperimento lasciò Rufus molto deluso, così, col passare delle settimane, non dovetti più nemmeno ripresentarmi per le visite di controllo. Fu allora che le cose cominciarono a farsi interessanti.

La sera, prima che la mia carriera di supereroe decollasse, lavoravo come buttafuori nei locali e per fare questo mestiere dovevo costantemente allenarmi in palestra. Considerate le mie limitate finanze dovetti cercarmi la palestra più pidocchiosa nel peggior quartiere della città, guarda caso lo stesso quartiere in cui vivo, alloggiato in questa spelonca che nessuna persona, nemmeno la meno sofisticata del mondo, avrebbe il coraggio di chiamare casa. Ebbene, dopo l’esperimento cominciai ad avere un gran bel successo in palestra. Sono sempre stato abbastanza forte, ma in quel periodo cominciavo a diventare davvero fortissimo. La mia massa muscolare aumentò molto velocemente, molto più velocemente del normale. Allora non collegai subito la mia prodigiosa crescita con i raggi beta, ma poi, pensandoci a freddo, quei fottuti raggi sono l’unica spiegazione razionale alla cosa. Certo, non ho una faccia da intellettuale e non sono esattamente uno scienziato, ma non sono uno scemo. Sono molto più intelligente di quanto la gente creda. Solo che ricevere qualche cazzo di potere speciale non è cosa da tutti i giorni, per cui all’inizio credevo soltanto di passare un periodo di forma particolarmente brillante. Sollevavo più chili di tutti con qualsiasi attrezzo. Quando facevo la panca diventavo l’attrazione della palestra. Questo mi migliorò molto anche in qualità di buttafuori. Presto diventai uno dei più richiesti nel giro. Le cose andavano bene per i miei standard e a mio modo potevo dire di essere felice, o quantomeno soddisfatto.

Poi uscii a fare quella telefonata.

Era un giorno di pioggia e io ero fuori dalla palestra, sotto un ombrello divorato dalle tarme a litigare col mio padrone di casa, perché avevo ritardato di un paio di giorni il pagamento dell’affitto. Odiavo quello stronzo di un padrone di casa. Mi son sempre chiesto cosa ci faceva con i soldi che prendeva, visto che nel palazzo non funzionava nulla. Dovevi farti il bagno con l’acqua gelata e in ogni centimetro cubo c’era un tanfo di piscia di gatto che non andava via nemmeno se innaffiavi le pareti con intere boccette di profumo. Erano due giorni che gli dovevo i soldi del mese. Purtroppo la sera prima non mi avevano pagato. Ero andato nelle grane per colpa di uno stronzetto e la sua troia. Come vi ho detto, lavoravo come buttafuori e generalmente quando mi aggiravo per un locale non c’era nessuno così fuori di testa da sfidare la mia pazienza. Grosso e con la faccia truce non avevo bisogno di minacce per mettere paura. Io ero la minaccia, una minaccia ambulante per chiunque avesse voglia di esagerare. Beh, quella sera avevo rotto il braccio ad uno stronzetto che aveva preso per i capelli la sua donna. Eh, eh… dovevo ancora abituarmi a trattenermi. Lei non mi ha nemmeno detto grazie, la troia. Quando ha visto la mia faccia ho capito che la terrorizzavo. S’è messa a strillare e a preoccuparsi per il braccio della mezza sega che la stava menando. I due sono andati a lamentarsi con la direzione, che così non mi ha pagato. Non solo, ma l’episodio non avrebbe certo giovato sulla mia reputazione. Per questo mi trovavo al verde. Avevo bisogno di qualche giorno. Ero riuscito a trovarmi un lavoro e forse avrei convinto il datore ad anticiparmi la paga, ma Patt, il padrone di casa, non voleva sentir ragioni. Fu quando gli riattaccai in faccia, fingendo che fosse caduta la linea, che sentii le urla. Venivano da un vicolo li accanto. Non so cosa mi spinse ad andare a vedere cosa stesse succedendo, solitamente sono uno che si fa i fatti suoi. Trovai un uomo chino su una donna. Le teneva un coltello alla gola mentre con la mano libera cercava di strapparle i vestiti di dosso. Tanta era la sua foga che non si era accorto minimamente di me.

- Ehi! – gridai quasi senza volerlo.

L’uomo si girò. Indossava occhiali da sole e una berretta calcata sulla testa. Appena mi vide lasciò andare la donna e mi si fece incontro minaccioso. Cercò di affondarmi il coltello nella pancia, ma io lo scansai assestandogli un pugno che lo scaraventò contro il muro che chiudeva il vicoletto. Vi si schiantò contro come un sacco di patate e riuscii a sentire il rumore delle sue ossa che andavano in frantumi all’impatto. Mi lanciai una stramaledizione e scappai. Probabilmente, per colpa di quel che era accaduto poche sere prima con quello stronzetto in discoteca, non stetti molto a pensare se avessi fatto qualcosa di giusto o sbagliato. L’unica cosa che aveva importanza era evitare di finire ancora nei pasticci per aver fatto del male a qualcuno. Non me ne importava nulla se qualche oca aveva avuto la cattiva idea di aggirarsi per queste strade malfamate con la gonna troppo corta e l’aveva fatto venir duro a qualche stupratore di passaggio. Anzi, mi pentii amaramente di essere intervenuto. Non potevo certo sapere che, quello, sarebbe stato l’inizio della mia leggenda.

Per leggere i capitoli precedenti clicca QUI

 

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author: ZipDiPunto @ 11:30
date: giovedì, 21 settembre 2006
category: cinema, società

Mercoledì anteprima, questa volta sono andato a vedere Little Miss Sunshine la trama è questa:

Gli Hoover sono una famiglia particolare: il padre Richard è un motivatore che ha realizzato un programma in nove punti che cerca di vendere, la madre Sheryl fa di tutto per tenere insieme la famiglia, anche se ha appena portato a casa il fratello, studioso gay di Proust che ha tentato il suicidio per un amore finito male. Completano la famiglia Dwayne, quindicenne che ha fatto il voto del silenzio per riuscire ad entrare in Areonautica, il nonno cacciato da una casa di riposo perché sniffa eroina e infine Olive. E' lei la protagonista del weekend. Avendo passato le selezioni del concorso di bellezza Little Miss Sunshine, tutta la famiglia la scorterà in California per la grande finale.

Se volete il mio giudizio personale, è proprio un bel film, e non è un filmaccio comico, è una satira agrodolce della cultura moderna, dei vincitori, dei perdenti. Uno spaccato sui concorsi di bellezza, delle frustrazioni dei genitori che si ripercuotono sui figli con alcune scene molto divertenti. Una commedia intensa e particolare... secondo me, da vedere!

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author: R0bin @ 09:43
date: martedì, 19 settembre 2006
category: liete novelle

Dopo indescrivibili fatiche erculee e mazzette ai docenti, finalmente il nostro Zippolo von D è diventato dottore! La felice investitura è avvenuta pochi minuti fa in quel di Torino:


nella foto: DOTTOOOREEEEEE, DOTTOOOOOREEEEEE, DOTTORE DEL BUSO DEL CUL! VAFFANCUL! VAFFANCUL! VAFFANCUL!
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author: R0bin @ 23:09
date: lunedì, 18 settembre 2006
category: film

Stasera ho visto



ZATOICHI, di Takeshi Kitano.
E s'è acuita nuovamente in me la sensazione d'esser nato nel posto e nel tempo sbagliato.
Sick!
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author: R0bin @ 11:32
date: lunedì, 18 settembre 2006
category: riflessioni, attualità, società

Sabato pomeriggio ho visto al tg la nuova invenzione per prevenire le stragi del sabato sera: una "camera di decompressione" (così l'hanno chiamata) in cui la gente viene fatta sdraiare sopra comodi lettini da spiaggia per ascoltare musica soft e rilassarsi fissando luci speciali "antistoridmento". C'è pure la possibilità di farsi una prova del palloncino preventiva.
Ogni anno, per affrontare il problema, se ne sentono di tutti i colori. Quel che mi domando è: queste proposte sono utili o sono soltanto un modo per menare il can per l'aia e aggirare il vero problema? Io punto sulla seconda ipotesi. Al di la della praticabilità di certe idee (e ho molti dubbi che sia realmente praticabile la soluzione illustrata qua sopra), il vero problema, su tutti, è l'alcool. Poco importa se mi fanno la prova del palloncino per sapere se son fuori oppure no, inutile arrovellarsi con improbabili iniziative. Tutto ciò mi pare abbastanza ipocrita. La vera soluzione è semplice: non vendere più gli alcoolici e rifiutare l'ingresso a chi entra in discoteca munito di bevande proprie o, peggio, già brillo. E' così elementare! E non credo proprio che questo risolverebbe in toto il problema delle discoteche eh, badate bene, ma sicuramente leva di mezzo la causa prima degli incidenti stradali post-discoteca. Dopotutto gli alcoolici in una discoteca non servono a nulla, se non a sballarsi o ai ragazzetti per farsi coraggio e provarci con le tipozze (mminchia zzio, sto cubbalibbre ci sta ddentro, mi fulmina come un iguanodonte intrippato, bbella li!). Se hai sete, nulla v'è di più dissetante di un succo di frutta, una coca, un tea al limone, il MacAllan invecchiato di sette anni lo prendi solo perchè hai voglia di fare lo sborone.
Però, siccome a certa gente toccatele tutto ma non i loro guadagni, mai nessuno propone ciò. Apriti cielo! Che bestemmia!



Nella foto: ... e se poi il test dice che son ciucco, che facciamo, aspetto nel parcheggio fino a mattina?
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