
Eccoci al nostro angolo intelletualistico, con la parola del giorno che è:
ZEUGMA: . m. (pl. -i ) Figura retorica per la quale si collegano due o più enunciati a un termine che è appropriato per uno solo di essi. In altre parole consiste in un termine (molto frequentemente un verbo) che governa due o più elementi semanticamente non omogenei (ciascuno dei quali dovrebbe essere retto da un termine specifico). Quindi si tratta di più costruzioni coordinate, messe insieme facendo un'ellissi. È una figura particolarmente elegante che dà un senso di straniamento.
Esempi: sentirai cantare e ballare, ne è un altro esempio il verso dantesco Parlare e lacrimar vedrai insieme (Inferno, XXXIII 9), in cui vedrai si adatta a lacrimar ma non a parlare.
Altro:
- Nella metrica classica greca, lo zeugma è un punto del verso in cui una parola non può terminare.
- Zeugma fu una città fondata intorno all'anno 300 a.C. da Seleuco Nicatore, generale di Alessandro Magno, sulla riva destra dell'Eufrate, in una posizione che ora fa parte della provincia turca di Gaziantep.
Come il nome stesso lascia intuire (zeugma in greco antico significa unione, legame) la città nacque per unire due insediamenti precedenti che si trovavano su rive opposte del fiume, Seleucia allo Zeugma e Apamea allo Zeugma. Per brevità a Seleucia rimase solo il nome di Zeugma.
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