author: R0bin @ 15:44
date: martedì, 31 gennaio 2006
category: libri

Ricomincia il Grande Fratello e io vi parlo di...
Cavie
romanzo del "profeta" del nichilismo contemporaneo Chuck Palahniuk. Chuck ci parla di un gruppo di aspiranti scrittori che vengono chiusi in un vecchio teatro abbandonato dove, isolati dalle distrazioni della vita reale, avrebbero avuto modo di trovare la concentrazione e l'ispirazione per scrivere il loro grande capolavoro. Inutile dire che le cose non vanno come sperato... e più si prolunga la loro permanenza nel teatro, più le condizioni si fanno difficili e le loro storie diventano allucinate, così come i loro comportamenti.
Cavie è un'intelligente critica al trend contemporaneo dei reality-show e alla fame di celebrità a tutti i costi. Interessantissimo e allucinato, come nella miglior tradizione dello scrittore di Portland, definito dal nostro Ammanniti come un polpo capace di avvinghiarti e trascinarti giù per l'abisso, un "buco pauroso". Secondo me invece è una torcia che dissotterra gli spettri che ciascuno di noi nasconde nelle sue zone d'ombra, privandoli del coperchio di buio sotto cui si celavano immobili e silenziosi come la polvere.
See ya... al prossimo libro!




Nella foto: un occhio
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author: ZipDiPunto @ 15:09
date: lunedì, 30 gennaio 2006
category: abbordaggio

Per la Fondazione Esperimenti di Utilità Sociale Zip (FEUSZ)

Sabato sera sono uscito con gli amici e siamo andati in una discoteca, io ero li seduto che guardavo gli abitanti di quel luogo che si strofinavano e si avvinghiavano. Ad un certo punto, dopo un paio di coka e avana ci è venuto in mente di fare un esperimento (aaa cosa non si fa per la scienza!). Io e un mio amico abbiamo deciso di cercare di abbordare 10 ragazze tutte con la stessa frase per vedere quali erano le reazioni, allora io dovevo abbordare 5 ragazze con la frase: "Ciao vieni spesso qui?" mentre il mio amico doveva abbordare le altre 5 con la frase "Ciao, scusa ma noi due ci siamo già visti?. Bene da questo esperimento è emerso che: 1)la prima frase è poco importante quello che conta è la seconda frase; 2)la frase "vieni spesso qui" fà già capire che ci stai provando ed è più facile replicare ed iniziare un discorso 3)con la frase "ci siamo già visti?" passi per uno che ci sta provando ma non ha il coraggio, questa frase è molto facile da troncare con un NO.

Bene con questo importante esperimento la vita in discoteca non avrà più segreti. A presto per un nuovo interessante esperimento.

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author: R0bin @ 16:31
date: sabato, 28 gennaio 2006
category: politica, attualità

Sicuramente tutti avrete sentito parlare dell'acceso dibattito politico riguardo la nuova legge sulla legittima difesa.
Mah, francamente ho sempre pensato che quando uno subisce la violazione del domicilio abbia il diritto sacrosanto di difendere la sua casa. E' anche vero che capire le reali intenzioni di chi ti entra in casa con un passamontagna in testa ed un piede di porco in mano è difficile. E' difficile comprendere fino a che punto stai rischiando la vita, fino a che punto è minacciata la tua salute, fino a che punto puoi fidarti che, se fai il bravo, non ti succederà niente. Ed è poi giusto accettare supinamente questi abusi?
Sono sempre rimasto disgustato dalla "giustizia" sentendo che qualcuno era finito nelle grane per aver cercato di difendere la sua proprietà, guadagnata col sudore della fronte di molti anni lavorativi. Però... ora con questa legge mi rendo conto che probabilmente rischia di aumentare il numero di quelli che si faranno ammazzare. Non era forse il caso di organizzare meglio eventuali vigilanze di quartiere? Davvero, ho poca fiducia in questo metodo da far west...


Nella foto: Tex Willer
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author: ZipDiPunto @ 11:56
date: venerdì, 27 gennaio 2006
category:

Riporto un articolo apparso su repubblica.it:

QUEL viaggio a Londra lo avevano preparato nei minimi particolari. Le interminabili ricerche su Internet del biglietto low cost più conveniente, la prenotazione dell'albergo non troppo lontano dallo stadio, i giorni di ferie concordati con un gruppo di amici ben contenti di trascorrere un weekend di sport, shopping e cultura in una delle città più belle d'Europa.

Cristoforo Di Lorenzo, impiegato del Comune di San Cipirello, ha una grande passione: il pallone. Da giovane ha giocato nella squadra di San Giuseppe Jato, poi ha contagiato la "febbre" per il calcio ai figli Giuseppe, 21 anni, e Salvatore, di 17. Fanno tutti un tifo sfegatato per il Palermo, la Juventus e, da qualche tempo, anche per i londinesi del Chelsea. Da quando sono abbonati a Sky non si perdono le partite di Crespo e compagni, affascinati dalla tipica grinta del calcio britannico e da quegli stadi che, visti in tv, sembrano dei salotti.

E così, alla prima occasione buona, la famiglia Di Lorenzo ha deciso di regalarsi un indimenticabile fine settimana a Londra per visitare la città e, soprattutto, assistere dal vivo a un match dei "Blues" nel tempio dello Stanford Bridge Stadium. "Consigliati dall'Ufficio turistico di Victoria Street, venerdì 20 gennaio abbiamo acquistato tre biglietti (51, 52, 53 west upper, row 14, a 60 sterline ciascuno) presso un Access Tickets - racconta l'impiegato comunale - Non troverò mai le parole adatte a descrivere la felicità dei miei figli per l'evento che stavano per vivere. Un'ora prima della partita Chelsea-Charlton, domenica scorsa, siamo entrati nello stadio esibendo i biglietti, e dopo un regolare controllo, siamo andati a occupare i nostri posti. Giuseppe e Salvatore si sono messi a scattare un sacco di foto, persino ai biglietti della partita, primi piani da mostrare agli amici, le squadre che scendevano in campo per il riscaldamento. Insomma, un pomeriggio da ricordare".
Ma Cristoforo e i suoi figli il pomeriggio dello Stanford Bridge lo ricorderanno per ben altri motivi: "Dopo 10 minuti dall'inizio della partita - racconta Di Lorenzo - un addetto alla sicurezza, il signor Kevin Armstrong (codice 094) ci ha chiesto di accomodarci nella sala accanto alla tribuna. Ho pensato di tutto, specialmente a mia moglie e agli amici che erano rimasti nella zona di Piccadilly per fare shopping. Un incidente, qualcosa di grave. E invece il signor Armstrong voleva semplicemente spiegarci che non potevamo usufruire di quei biglietti e che pertanto dovevamo consegnarli.

Improvvisamente circondati da una decina di addetti alla sicurezza, siamo stati accompagnati fuori dallo stadio come delinquenti, senza altre spiegazioni".
Cristoforo e i figli restano senza parole. Cercano di capire quale sia la loro "colpa". Possibile che esistano biglietti per soli inglesi? "Assurdo, e poi accanto a noi c'era un gruppetto di giapponesi con i quali abbiamo fatto subito amicizia. Loro la partita l'hanno vista fino al termine perché nessuno si è sognato di buttarli fuori. Lo so, è una parola forte, ma temo che sia stato un episodio di razzismo nei confronti del nostro Paese. E per questo io e i ragazzi ci siamo decisi ad andare fino in fondo".

Cristoforo chiama il 999, l'equivalente del 113 in Italia, pretende di presentare una denuncia dell'accaduto. "Nel frattempo la partita era già finita - prosegue il racconto - ma ormai era diventata una questione di principio. Ci sentivamo offesi come persone per bene, italiani che avevano speso più di 250 euro per trascorrere un pomeriggio di festa. Magari se avessimo acquistato i biglietti dai tanti bagarini che giravano indisturbati davanti allo stadio tutto questo non sarebbe successo".
I tre tifosi palermitani riescono a entrare negli uffici dell'amministrazione per chiedere spiegazioni e, proprio in quel momento, assistono a una scena che in qualche modo li ripaga di tante amarezze: "Passa un signore dal volto conosciuto. "Ma è Pelè", dico ai miei figli. Lui ci sente, sorride ed esclama: "Italiani, brava gente...". Con una "raccomandazione" di questo livello, persino gli impiegati del Chelsea si sono ammorbiditi e, finalmente, ci hanno spiegato che i nostri biglietti erano "illegal". Impossibile, visto che li avevamo acquistati in un punto autorizzato dalla società, ma ormai la frittata era fatta e non potevano fare altro che inventarsi qualche storia".

Tornato in Sicilia, Cristoforo Di Lorenzo ha preso carta e penna e ha scritto una lettera di protesta al Chelsea e, per conoscenza, all'ambasciata italiana a Londra. "Quello che ci è capitato è scioccante, soprattutto per gente, come noi, che viene dalla Sicilia, una regione dove la non sovranità dello Stato sul territorio si chiama mafia. La verità - prosegue la lettera - è che noi siamo stati allontanati dallo stadio dopo essere stati individuati come italiani. I biglietti non erano falsi, non erano nemmeno nominativi. Ai cancelli d'ingresso nessuno ha avuto da ridire e per più di un'ora siamo rimasti seduti ai nostri posti senza che gli addetti alla sicurezza siano intervenuti. Se fossimo rimasti zitti, nascondendo la nazionalità italiana di cui andiamo orgogliosi, certamente avremmo potuto assistere tranquillamente alla partita. Trovo quanto è successo disgustoso e non degno di una nazionale civile come l'Inghilterra".

Cristoforo, Giuseppe e Salvatore continueranno a vedere in tv le partite del Chelsea. Faranno ancora il tifo per Josè Mourinho, l'allenatore che, appena un anno fa, disse che in Sicilia bisogna andare con le guardie del corpo perché si spara a ogni angolo di strada. Magari un giorno torneranno a Stenford Bridge per vedere un'intera partita e non solo dieci minuti. Ma su una cosa sono sicuri: "Rimborso dei biglietti? No, guardi, non ci interessa proprio. Siamo entrati in un impianto meraviglioso, abbiamo visto, anche se per poco, un sacco di campioni. Persino Pelè ci ha sorriso.

Ma su una cosa non transigiamo: vogliamo assolutamente che il Chelsea ammetta di avere sbagliato e ci presenti le sue scuse. Bastano due righe, una lettera, una e-mail. Ci hanno trattato da delinquenti, siamo stati umiliati. Riconoscere l'errore non è una vergogna".

Bhe una certa fama in giro c'è la siamo fatta... però gli episodi di questo genere sono di uno sconfortante

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author: R0bin @ 11:45
date: venerdì, 27 gennaio 2006
category: riflessioni, università

Ieri ho dato l'ennesimo esame universitario e per l'ennesima volta ho provato la stessa sensazione: noncuranza. Certo, quando ti alzi la mattina, prendi il bus e poi aspetti il tuo turno come fossi una vittima sacrificale alla maleducazione dei docenti si, sei teso, com'è giusto, naturale e bene che sia. Ma dopo? Cosa dovrei provare dopo? Soddisfazione? Gioia? Entusiasmo? Son quattro anni che girovago per quegli ambienti e non ho mai conosciuto che indifferenza, noncuranza e l'unica volta che ho provato qualcosa di diverso è stata rivalsa. Non certo gioia. Rivalsa, rabbia, vendetta. Per affari che non vi riguardano. In ogni caso non è stato un sentimento stupido credetemi.
Ieri ancora una volta ho finito ed ero contento solo di una cosa: di non dover più avere a che fare con quella professoressa. E' per questo che studio? L'università non dovrebbe essere un luogo di formazione? Cosa mi sta dando? Inseguo il miraggio di una laurea che risolverà tutti i miei problemi, vero? Che mi qualificherà come dottore. Con l'alloro in testa e la toga. E un applauso. "Bravo! E bravo il dottore del cazzo!" Così come migliaia di persone sono state più brave di te in passato, così come migliaia di persone saranno più brave di te in futuro. Sorvolando certo sulla maleducazione, la boria di professori frustrati che dopo aver sprecato l'esistenza hanno la loro rivalsa su sfigati da cui vogliono essere adorati come idoli. Sorvolando sulle umiliazioni a cui siamo costretti. Sorvolando sulla disorganizzazione di un'istituzione che se ne frega di formare anime. Sorvolando, nel mio caso, sulla porcilaia in cui sono costretto a spendere il mio tempo, dove non posso fare a meno di sentirmi una bestia in un recinto ogni qual volta mi tocca andare al bagno. Ma la laurea sarà la nostra panacea, vero? Risolverà tutto? A me continua a sembrare un pezzetto di carta...
Ragazzi, la laurea è uno specchietto per le allodole, per distogliere la nostra attenzione dalle cose che contano.
Accettate un consiglio spassionato, prima di crepare cercate di fare qualcosa di unico che vi renda unici. O almeno provate a far qualcosa che credete vi possa far sentire così. Fosse anche distruggere il mondo.
Non importa...
See ya!



Kotetsu
Robin
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author: ZipDiPunto @ 10:34
date: giovedì, 26 gennaio 2006
category: tv

Vi ricordate la vecchia discussione nella quale attaccavo Mr.Lui http://blogstation.splinder.com/post/6766864 oggi su uno dei maggiori blog italiani www.daveblog.net è apparsa una replica di Mr. Lui che mi pare giusto inserire anche qua, visto che a me Mister Lui non mi scrive ...

Buongiorno amici. Sono Mister Lui. Ho trovato interessanti tutti i vostri commenti su questo strano personaggio. Ovviamente con queste mie poche parole non posso far cambiare opinione a qualcuno di voi: i gusti ovviamente sono gusti. Voglio perlomeno chiarire qualche dubbio e un po’ di confusione che ho notato. Questo prodotto nasce come prodotto per i bambini. Infatti se avete notato vanno in onda solo quando ci sono cartoni animati. Non sostituisce le simpatiche gag casalinghe di “Italia uno”, bensì quella voce che annunciava i programmi. Non è nato come prodotto intenzionato a vendere di più qualche marchio pubblicitario. Non contiene nessun messaggio subliminale, quindi l‘amico che ha paura che qualcuno controlli la sua mente ha un po‘ esagerato: non voglio conquistare il mondo, a meno che non si senta in pericolo da uno che si prende padellate in testa). Sono semplicissime scenette fini a se stesse. E’ stata una mia idea che ho inventato e girato a pellicola e poi ho proposto alla rete. L’unico modo per inserirle negli spazi che vedete era tagliarle ulteriormente (già erano molto corte). Pertanto spesso forse sono incomprensibili perché vi siete collegati con la seconda parte, oppure avete visto solo la prima (oppure proprio non si capiscono: alcune devo ancora capirle anch‘io! ). Quindi sono state tagliate per motivi di tempo e non per tenere incollati i bambini davanti alla tv. Anzi, questa era stata una mia preoccupazione. Ma la redazione che segue lo spazio bambini è molto attenta a queste cose ed è formata da persone che ha dei bambini a casa: mi hanno spiegato che nella fascia dei bambini non c’è un calo degli ascolti durante le pubblicità, pertanto non è sicuramente mister Lui a creare agganci pubblicitari.

Tecnicamente vi dicevo ho girato tutto a pellicola. Ad esempio, mister Bean che a me ha sempre fatto molto ridere (lui, anzi, egli è davvero ineguagliabile), ha fatto la scelta di girare in digitale. Questo rende il tutto meno magico, a mio avviso, ma siamo concentrati sulla sua bravura e la cosa non si nota. Ho fatto molta ricerca sia a livello scientifico, sia di intrattenimento per poter confezionare un prodotto che piacesse ai bambini, per poter regalare loro un sorriso in poco spazio a disposizione. Ho cercato tecnicamente lo stile delle comiche del passato (camera sempre fissa senza stacchi) unito ai mezzi moderni (colori e suoni e rumori digitali) per un connubio a mio avviso ottimale. Ovviamente la narrativa delle comiche si adatta ad una certa età, quello era il target, ma non ne sono poi così convinto. Mi sembrava che in Italia non esistesse una figura ideale per quella fascia di età. In ogni caso ho fatto anche un’indagine in parecchie scuole e asili, per poter avere un riscontro e migliorare il tiro. Ma i bambini amano questo personaggio e direi anche che si divertono molto. Lo stesso dicasi per molti adulti. Ho pensato al ciao ciao finale (è la mia voce ma alterata un po’ mentre la registravo e poi velocizzata del 130%) come possibile tormentone caratterizzante. Il ciao ciao inoltre mi serviva come saluto che potesse identificarsi come saluto italiano per poter proporre anche all’estero le mini-comiche ma firmarle appunto come nostro lavoro (anche se a quanto vedo molti di voi preferirebbero che non si sappia che sia italiano, in ogni cosa è giusto che anche sull‘intrattenimento iniziamo a esportare qualcosa). Le ho girate tutte in due giornate, andranno avanti ancora per un pochino, non preoccupatevi, ma non posso levare il ciao ciao.

Per qualche curiosità, Fiorello non mi ha raccomandato. Lavoro sempre al suo fianco nella realizzazione di tutti i video che lo vedono dietro le quinte. Mi dà suggerimenti e se gli piace qualcosa la propone, ma fa seguire il corso naturale delle cose: lui propone e se il prodotto è valido chi è al suo fianco deve andare avanti con le proprie forze. Realizzo video anche per dei dvd: gli speciali nei contenuti extra di “Alien vs Predator”, “Robots”, “Garfield”, “la Marcia dei Pinguini”, sono firmati da me. Altri miei video li trovate nel sito di Fiorello o in quello di “Viva radio 2”. Vengo dai villaggi anch’io, dove curavo l’intrattenimento per famiglie e bambini. Mi sono laureato in scienze motorie con specializzazione nella riabilitazione motoria dei bambini. La mia tesi era proprio un video documentario che spiegasse le tappe motorie nello sviluppo dei bambini.

Spero di essere stato abbastanza esauriente. Non spero come anticipavo all’inizio di aver cambiato i gusti di qualcuno, ma almeno vi ho dato più spunti per fare qualche altra battuta su di me.

Spero in un futuro di far qualche prodotto che vi farà ridere.

A presto.

Mister Lui

(tratto da daveblog)

Bhe a me piace sempre criticare e non farmi convincere così facilmente ma una cosa di quello che dice mi sembra sacrosanta, è un prodotto per i bambini, ora bisogna capire se hai bambini piace.

SCRIVIMI MISTER LUI!!!!

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author: R0bin @ 13:24
date: mercoledì, 25 gennaio 2006
category: libri, tv , storia

Ok, oggi post doppio.
Dopo i veleni a CL vi voglio segnalare qualcosa che sicuramente fa riflettere.
Ho appena finito di guardare la trasmissione "Cominciamo bene... le storie" in onda su RAI 3. Nella puntata odierna era invitato uno dei maggiori storici del colonialismo italiano, Angelo Del Boca, che ha parlato del suo libro

in cui mette in dubbio il mito che ci vuole, tutto sommato, brave persone. Mostrando come il colonialismo italiano non sia stato poi migliore degli altri colonialismi. Al di la di aneddoti più o meno crudi, ciò che trovo interessante è il mettere in luce di aspetti che non troverete certo in nessun libro di storia.
Credo che me lo andrò a comprare non appena avrò superato questo estenuante periodo di letture universitarie.
See ya!



PS: E' bello vedere che la televisione non è tutta marcia...






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author: R0bin @ 12:16
date: martedì, 24 gennaio 2006
category: università

Ok, oggi è giornata da sclero universitario.
Capita ogni tanto. E' che per quanto ti organizzi alla fine succede sempre che ti ritrovi con mille cose da fare e senza fiato. E così la mente comincia a vagare e non sei più seduto alla tua scrivania, ma sdraiato sulla spiaggia di Issos a guardare il sole e ascoltare il vento. Ecchecaz però... mica colpa mia se la tipa di letterature scandinave ha messo due appelli invece che tre (come dovrebbe essere), no? Vorrà dire che all'esame, dei sette libri che mi ha messo in programma gliene porto quattro. "Perchè?" "Eh, gli altri glieli ho portati all'appello di inizio gennaio che lei non ha programmato".
Dovessi farlo veramente mi riconsegnerebbero il libretto e mi direbbero di tornare la volta prossima (o di non farmi più vedere del tutto). Ma perchè diavolo è che dev'essere così??? All'università gli studenti sono boves e non esiste nessuno che li rappresenti o ne faccia rispettare i diritti. Anzi, in quanto a diritti, sono un'involuzione bella e buona rispetto le altre scuole. Alle elementari e alle medie hai i genitori che ti rappresentano, al liceo rappresentanti di classe e d'istituto (e noi cazzo se li abbiamo messi in riga i prof che volevano fare come piaceva a loro). Qua i cosidetti rappresentanti sono una barzelletta. Pensate voi che io frequento la statale da 4 anni e non li ho mai visti. A parte organizzare scioperi del menga non credo facciano qualcosa di veramente utile, come rappresentarti davanti ai docenti.
Bisogna fare qualcosa insomma!
RIVOLUZIONEEEEEEEE!!!
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author: ZipDiPunto @ 10:34
date: lunedì, 23 gennaio 2006
category: tv , baggiano

Ieri sera al tg5 ho visto quello che è successo a domenica in tra Zequila e Pappalardo, "Rissa verbale a "Domenica in" su Raiuno tra Adriano Pappalardo e Antonio Zequila durante la prima frazione condotta da Mara Venier. Il tema era 'la raccomandazione'. I due si erano gia' 'beccati' dietro le quinte poi un'accusa di Pappalardo ("per avere successo passeresti sul corpo di tua madre") ha fatto esplodere la rabbia di Zequila. La Rai si e' salvata con la pubblicita'. Alla ripresa, Pappalardo non c'era piu' mentre la Venier si e' scusata in diretta con i telespettatori. " Si questa è la vera televisione trash, questi si che sono veri uomini di televisone! Semmai una persona si fosse permessa di insultare mia madre io avrei reagito subito e non quando ero in diretta televisiva, ma questo è il vero trash, questo fa di domenica in un vero programma di intrattenimento. Certo che almeno un pugno, una ginocchiata volante o uno spezza schiena lo potevano fare.

VINCE IL BAGGIANO D'ORO IL TRIO ZEQUILA-PAPPALARDO-VENIER

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author: R0bin @ 21:54
date: domenica, 22 gennaio 2006
category: attualità

Stasera, durante il mio zapping forsennato e nevrotico in attesa di Camera Cafè, ho beccato la miticissima Luciana Littizzetto durante un suo monologo a "Che tempo che fa" di Fazio. Ce l'aveva con i numeri telefonici di informazioni, i vari 892 e soci.
ED ERA ORA CAZZOOO! (da leggersi alla Malesani)
Questi numeri sono l'esempio lampante dei bisogni indotti dalla televisione e dalla pubblicità. Spendiamo un sacco di soldi in cose che non ci servono assolutamente solo perchè ce l'hanno sussurrato dalla scatola magica mentre noi abbiamo il cervello spento e guardiamo rimbambiti. Ci beviamo tutto accidenti! L'892892, il 1240 e tutti questi numeri ove richiedere informazioni sono quanto di più inutile e fraudolento ci possa essere. Ma le vecchie care pagine gialle dove le abbiamo messe??? Le abbiamo bruciate tutte? Quando mai ti serve qualcosa così urgentemente che ti devi attaccare al telefono e chiamare un call center? Ma forse una volta nella vita... anche se stando alle pubblicità che ci martellano quotidianamente sembra che noi italiani siamo perennemente nella merda. E ve lo dice uno che la televisione l'accende per guardare solo i tg...
Per dirla alla Maccio Capatonda MOBBASTA!
Son contento che qualcuno ne abbia parlato alla televisione. Ripeto, io la guardo poco ma per quel poco che la guardo la Luciana è la prima ad averne parlato. Mi dispiace soltanto che si sia limitata a denunciarne l'inutilità senza specificare che, come ho detto prima, questi numeri sono la più grande fregatura esistente. Io ne avevo avuto notizia da amici, che mi avevano indirizzato sul celeberrimo buroggu di Beppe Grillo. Se volete un consiglio, provate un po' a dare un occhio alle tariffe...
See ya!



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